A Roma, incendiato il Coming Out

I danni al Coming out

Triste inizio di settimana per la comunità gay della Capitale e per tutta la comunità gay italiana. Questa notte è stato dato fuoco ad una parte del Coming out, locale gay in via San Giovanni in Laterano, nei pressi del Colosseo. Il danno è stato notato stamattina dalle proprietarie. Si ipotizza una matrice dolosa.

Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione Lazio, ha detto in proposito

se le indagini confermeranno la matrice dolosa di quanto accaduto, l'incendio del locale Coming Out rappresenta l'ennesimo campanello d'allarme di quell'attacco ai diritti individuali e al rispetto democratico delle diversità che sta contrassegnando, purtroppo, il clima sociale e politico degli ultimi mesi.

E Franco Grillini sostiene:

È la realizzazione, al di là di chi dice che la questione omosessuale è risolta nel nostro Paese, che ci sono gruppi che fanno della violenza, della discriminazione anti-gay e dell'omofobia la loro attività principale. È necessario pertanto una immediata risposta di sentita solidarietà.

Bruciare un locale è sempre un qualcosa di triste. Se poi è un locale “particolare” è preoccupante, perché l’intenzione di colpire e discriminare e fare del male è ancora più forte. È anche triste constatare la cocente verità delle parole di Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay: «Trattandosi di gay, lesbiche, transessuali non si va oltre a blande e scontate solidarietà cui però non fanno seguito iniziative concrete».

In una delle prime edizioni del Gay Village, Walter Veltroni disse che Roma non è una città tollerante e accogliente verso i gay perché noi gay non dobbiamo essere tollerati, in quanto cittadini come gli altri. A distanza di qualche anno, forse, tali parole non risultano essere più vere, se si giunge a tanto.

L’Arcigay Roma ha organizzato un sit-in di solidarietà e protesta per venerdì 22 alle 22,30.

Foto | Gay.it

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