Lo scandalo gay di Gustavo V di Svezia

Gustavo V di Svezia

Gustavo V fu re di Svezia dal 1907 fino al 1950 anno della sua morte. Una vita longeva, ma a quanto sembra con poche luci e molte ombre.

Autoritario e filotedesco anche durante gli anni cupissimi del nazismo, il monarca fu al centro di un ricatto clamoroso da parte di Haijby, un giovane criminale che la corte di Stoccolma pagò a più riprese perché non rivelasse all’opinione pubblica quello che sapeva.

L’uomo sosteneva infatti di essere stato sedotto giovanissimo da Gustavo e di avere avuto con lui una lunga relazione; relazione interrotta e ripresa più volte a cavallo tra gli anni trenta e quaranta. I due si erano conosciuti durante un’udienza privata richiesta da Haijby che per colpa della fedina penale sporca non poteva vendere alcolici e sperava nell’aiuto del re. La corte non solo pagò il giovane, ma anni dopo comperò anche tutte le copie del romanzo che Haijby aveva scritto; un roman à clef in cui raccontava, con dovizia di particolari, il loro amore segreto.

Arrestato di nuovo negli anni cinquanta proprio per il ricatto perpetrato ai danni della Corona (reato svelato all’opinione pubblica non dalla corte, ma da un giornalista che aveva trafugato la documentazione riservata), Haijby morì suicida nel 1965. L’investigazione fu chiusa definitivamente nel 1981, asserendo che il giovane Haijby non poteva essere stato sedotto dal re durante l’udienza, vista le presenza di un altro testimone, tuttavia non si poteva certo escludere l’esistenza di una relazione amorosa tra il re ed il suo suddito.

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