Luxuria lancia una petizione online per la depatologizzazione della transessualità

Luxuria lancia una petizione online per la depatologizzazione della transessualità

A farlo la transessuale più nota e anche più seguita, Vladimir Luxuria che lancia una petizione online per la Depatologizzazione della Transessualità.

Vladimir, dagli scranni della politica ai salotti televisivi, è riuscita con grazia e intelligenza a uscire fuori dai cliché e a promuovere un'immagine più aderente alla realtà, semplicemente mostrando la sua vita: lavoratrice dello spettacolo, senza rinunciare alla cultura, alle idee progressiste, alla conduzione di programmi di costume e società.

Da attenta osservatrice è entrata nelle case degli italiani con un nuovo tipo di sapere, legato al suo sentire, alla sua esperienza. Tutte caratteristiche che adesso viaggiano in rete, condensate nell'oggetto di una email che recita "Non dirmi che sono malata", si legge nel testo:

Non sono malata. In realtà sto benissimo. Ma l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) insiste nell’affermare che io sia malata: la transessualità, infatti, è nella loro lista delle malattie mentali [...] L'OMS sta rivedendo la classificazione. È il momento di dirlo chiaro e forte: i transessuali non sono malati. Come è successo con l'omosessualità, che è stata tolta da tale elenco nel 1990, è arrivato il momento di smettere di stigmatizzare le persone transessuali.

La nota prosegue informando che il 20 ottobre  si celebra la Giornata Internazionale di Azione per la Depatologizzazione della Transessualità.

Si può firmare a questo link. Dove è possibile anche leggere il testo della petizione per intero, che si conclude così:

Non sono malata. Sono solo malata d'amore.

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