John Church, il ministro della Chiesa che celebrava i matrimoni gay

John Church

John Church (1790-1835) fu un ministro dissidente della Chiesa protestante le cui dis/avventure meritano sicuramente di essere ricordate. La sua fama è legata naturalmente a diversi scandali di natura omosessuale che lo portarono anche dietro le sbarre, dove le fedeli della sua parrocchia continuarono tuttavia ad assisterlo piamente, portandogli vino a gogò e ricche cibarie.

Costretto giovanissimo a fuggire da Birmingham per sodomia, Church si stabilì a Londra, predicando nella cappella dell’Obelisco.

Qui nella capitale inglese, il ministro iniziò a frequentare il celebre bordello omosessuale di Vera street, ad officiare i funerali degli omosessuali condannati a morte ed a celebrare, udite udite, anche le nozze tra gli avventori del locale. Una retata della polizia mise però fine a queste attività; molti dei suoi clienti vennero arrestati e alcuni addirittura condannati a morte.

Church riuscì tuttavia a sfuggire all’arresto e continuò a predicare fino a quando nel 1816 non venne condannato per tentata sodomia a due anni di reclusione. Uscito di prigione, il ministro ritrovò però intatto il calore dei fedeli e, a quanto sembra, solo una passione troppo viscerale per l’alcool, riuscì a metterlo definitivamente fuori combattimento.

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