L'humanum nella sua interezza. Basta che non sia gay

Benedetto XVI e il cappelloSi è chiuso ieri in Vaticano il convegno sul tema: Donna e uomo, l’humanum nella sua interezza iniziato lo scorso 7 febbraio e curato dal Pontificio Consiglio per i laici. Circa 250 persone tra teologhe, filosofe e psicologhe in rappresentanza delle varie conferenze episcopali, associazioni cattoliche e movimenti ecclesiali vi hanno preso parte.

Stamattina, per concludere i lavori, udienza con il Papa che ha tenuto un discorso… Ecco alcune perle (qui il discorso completo).

Occorre certamente una rinnovata ricerca antropologica che, sulla base della grande tradizione cristiana, incorpori i nuovi progressi della scienza e il dato delle odierne sensibilità culturali, contribuendo in tal modo ad approfondire non solo l'identità femminile ma anche quella maschile, essa pure oggetto non raramente di riflessioni parziali e ideologiche.

Che bello: apertura verso i nuovi progressi della scienza e verso le odierne sensibilità… vuoi vedere che qualcosa sta cambiando? Continuiamo a leggere:

Di fronte a correnti culturali e politiche che cercano di eliminare, o almeno di offuscare e confondere, le differenze sessuali iscritte nella natura umana considerandole una costruzione culturale, è necessario richiamare il disegno di Dio che ha creato l'essere umano maschio e femmina, con un’unità e allo stesso tempo una differenza originaria e complementare. La natura umana e la dimensione culturale si integrano in un processo ampio e complesso che costituisce la formazione della propria identità, dove entrambe le dimensioni, quella femminile e quella maschile, si corrispondono e si completano.

Mi sa che di aperture poche ce ne stanno…

Dio affida alla donna e all’uomo, secondo le proprie peculiarità, una specifica vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo. Penso qui alla famiglia, comunità di amore aperto alla vita, cellula fondamentale della società. In essa la donna e l’uomo, grazie al dono della maternità e della paternità, svolgono insieme un ruolo insostituibile nei confronti della vita. Sin dal loro concepimento i figli hanno il diritto di poter contare sul padre e sulla madre che si prendano cura di loro e li accompagnino nella loro crescita.

E ti pareva! E ora, le doverose indicazioni politiche:

Lo Stato, da parte sua, deve appoggiare con adeguate politiche sociali tutto ciò che promuove la stabilità e l'unità del matrimonio, la dignità e la responsabilità dei coniugi, il loro diritto e compito insostituibile di educatori dei figli. Inoltre, è necessario che anche alla donna sia reso possibile collaborare alla costruzione della società, valorizzando il suo tipico "genio femminile".

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