Parma: è gay, i coinquilini lo cacciano di casa

Insultato, aggredito, minacciato, sequestrato in casa propria dai due uomini con cui condivideva l'appartamento. Tutto perché è gay. Questa
intollerabile vicenda è capitata al 34enne Mirco Mantoan, che da Milano si è dovuto trasferire in fretta a Parma, dove aveva vinto un concorso pubblico.

A caccia di una sistemazione provvisoria, trova un posto letto a 240 euro in un appartamento in condivisione con altri due trentenni. Con uno dei due avrebbe diviso la camera da letto, connessione a internet inclusa nel prezzo. Mirco, però, non ha un pc e uno dei suoi coinquilino gli presta il proprio; tutto bene, dunque, finché un giorno il coinquilino si riprende il computer. Nella memoria c'erano i siti gay visitati da Mirco!

I due lo affrontano insieme e lo insultano.

«Hanno cominciato a darmi del demente pervertito. Quello con cui dividevo la stanza urlava che non voleva dormire con un gay». L'altro gli dà manforte. «Voleva buttarmi fuori di casa, mi ordinava di restituirgli le chiavi. Ero in cucina a prepararmi un latte caldo e loro mi stavano di spalle. Ha cominciato a tirare una brutta aria, avevo paura. Ho reagito: “adesso vado dai carabinieri e vi denuncio”, e a quel punto loro sono andati a chiudere a chiave la porta blindata: “di qua non esci vivo se prima non ci dai le chiavi”. Uno diceva di avere un parente nelle forze dell'ordine: “non ti crederanno mai”».

In conclusione: interviene la polizia, Mirco cade in preda a una crisi d'ansia e finisce in ospedale. La mattina dopo trova anche il padrone di casa che prende le parti degli altri due e gli ingiunge di andarsene. A questo punto scatta la denuncia e la vicenda è nelle mani degli avvocati, mentre Mirco è andato a vivere con un'anziana signora.

Lieto fine? Non proprio: nel 2008 ancora l'orientamento sessuale di una persona è fonte di discriminazione e persecuzione. E la politica non dà certo il buon esempio.

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