La Lucianina Littizzetto nazionale dice la sua sulle adozioni gay

La Lucianina Littizzetto nazionale dice la sua sulle adozioni gay

La Lucianina vuole strappare un sorriso. Di sicuro, la Littizzetto, nella sua riflessione comico –amara, vuole aprire a una riflessioni sulle adozioni gay. E se utilizziamo lei come parametro di un sentire comune, il messaggio è chiaro: è troppo presto. Se no non si capisce proprio cosa spinga una delle comiche più amate della tivvù italiana, detentrice di uno spazio a Rai3, la più libertaria delle reti ammiraglie, in una della trasmissioni prime time, più di culto (Che tempo che fa), che hanno dato spazio e approdo a personaggi a rischio censura (di idee, con libertà di polemica), come l’amatissimo e seguitissimo Roberto Saviano, ad alzare la penna e scrivere per La stampa, nella rubrica Il pensiero debole, un articolo certamente ironico, che prende le distanze (al contrario) da un altro dei diritti richiesti negati: quello all’adozione da parte dei gay:

Vendola vuole un figlio. Eh certo. Anche io avrei voluto giocare a basket e andare a Miss Italia. Ma come, Vendola vuole un figlio? E mi dici dove lo trova uno che lo mette incinto? Per carità, si può volere tutto ma quello che fa strano è che le cose saltan fuori in campagna elettorale giusto per far girare le balle al centro moderato…

La Lucianina Littizzetto nazionale dice la sua sulle adozioni gay

Gioca, Luciana Littizzetto, e non si tratta di un’occasione persa per la Luciana nazionale. Che chiude dicendo

Persino il creatore c’ha messo sette giorni per fare l’universo, com’è che tu vuoi tutto subito? Questo è un paese difficile, ricorda sempre che c’abbiamo Giovanardi, sai quanta gente c’è con la testa come la sua? Un mese fa eri con Rosy Bindi e volevi sposarti, che lei in un momento di debolezza aveva capito che volessi sposare lei e aveva già fatto partire la ola, e adesso vuoi già un figlio? Capisco che a 54 anni il tuo orologio biologico batte gli ultimi, e sono anche convinta che crescere con due padri che ti amano il doppio sia fichissimo e con due madri pure, ma per come siamo messi in Italia, è molto difficile che ti diano retta…

A essere sinceri, i veri ridicoli, sono quanti continuano a negare un diritto, ne possiamo concedere mezzo, sembrano dichiarare, ma non di più. Lucianina sta al gioco e usa Nichi e le sue dichiarazioni – manifestare il desiderio di diventare padre – per dire che no, è troppo presto e le istituzioni non sono ancora pronte, semmai lo saranno, che già è tanto se passerà l’estensione del matrimonio gay. Insomma, c’è Giovanardi e compagnia bella, ma c’è anche l’ironia tagliente di Lucianina.

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