Gli omosessuali considerati ancora categoria a rischio?

Nonostante i dati dicano l'esatto contrario, la comunità lgtb è considerata ancora una categoria a rischio. Fare degli interventi mirati alla salute ma non solo come nel tavolo proposto a Firenze da Ireos è fondamentale, non se parla mai abbastanza. E il programma specifico è incredibilmente interessante.

Creare una sede formativa di discussione con un educatore alla salute ASL, un presidente di Sessuologia e due psicologhe che lavorano in un contesto e con un pubblico mirato è semplicemente ciò che serve per fare ancora più luce su problemi che di luce non ne hanno mai abbastanza.

C'è un però: mi diverte (in senso ironico) molto leggere ancora in alcuni fogli medici connessi alle malattie trasmissibili l'essere categorizzati in maniera ancora così tristemente "unitaria":

Tossicodipendenti, agli omosessuali e ai soggetti dediti alla prostituzione.



La mia paura, credo condivisa da molti di noi, è essere ancora troppo stretti in un cerchio di tutela nel campo della salute quando chi dovrebbe essere stretto oggi (nella formazione all'uso dei profilattici ma non solo) dovrebbero essere soprattutto gli eterosessuali.

I dati del ministero nel 2007 raccontano chiaramente che quest'anno, rispetto a 10 anni fa, la percentuale di eterosessuali malati di AIDS è più che raddoppiata (dal 20 al 43,7 per cento). Peccato che per qualcuno di loro, noi siamo quelli "che scopano di più" e "lo fanno senza". La verità poi è proprio un'altra...

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