Una donna libera che ama le donne: intervista a Ginevra Brandi

DonneÈ in libreria in questi giorni il romanzo Donne di Ginevra Brandi, pseudonimo dietro il quale si cela una donna molto nota negli ambienti della Roma bene.

Donne è il percorso tormentato e intenso di una donna alla ricerca del senso della vita e, ovviamente, dell'amore. La domanda che sembra sottostare al libro è la seguente: cosa spinge Chiara a darsi senza pudori e limiti a donne che, puntualmente, la tradiscono?

Abbiamo incontrato Ginevra – donna estremamente carismatica – e le abbiamo posto alcune domande in merito al suo libro.

Come mai hai scelto uno pseudonimo per firmare il tuo libro?

Questo pseudonimo mi rappresenta, è il nome con il quale rivendico e urlo l’amore, è il nome della seconda parte della mia vita che mi legittima come donna libera che ama le donne. Il mio lavoro però non mi consente di usare il mio vero nome: danneggerei altre persone. Da qui la scelta di un altro nome che più passa il tempo e più diventa il mio, quello vero, come nelle iniziazioni spirituali nelle quali si cambia il nome, ne riceviamo un altro che meglio esprime la realtà attuale e le nostre scelte. Ginevra è la donna che sono davvero.

Che cosa ti ha spinto a mettere per iscritto una parte della tua storia?

La mia storia la scrivo da sempre, da quando sono bambina, scrivo la mia storia, proprio perché le parole scritte mi riparavano dall’aggressività del mondo, una terra difficile dove mia madre mi impediva la parola ignara nel trattare l’amore. In silenzio allora scrivevo, per nessuno, per tutti, dicevo dov’ero, che cosa facevo, i miei desideri, le urla e le fatiche. Scrivevo su quaderni, fogli, taccuini, idee, sogni, poesie, dolori; scrivevo come fanno i naufraghi sperando che qualcuno peschi la bottiglia e li trovi. Scrivevo e scrivo per passione, paura, dolore, libertà, perché raccolgo i suoni del cuore, i miei, quelle degli altri e li scrivo. La mia storia è uguale e diversa a quella di tante donne e uomini che in ogni lacrima conservano un sogno.

Cosa è più vero per te: amore e internet o sesso e internet?

Per me qualunque strumento è per l’amore, anche internet. Romantica e sognatrice, idealista, non imparo. Cerco sempre la bellezza e un istante di perfezione. La realtà mi smentisce ed io li cerco lo stesso. L’amore attraverso internet è come entrare in una sala da ballo in maschera, qualcuno poi la maschera se la toglie, qualcun altro no. E allora ci innamoriamo di chi non c’è, di chi non è e ci appiccichiamo sopra un sogno fino alla battuta finale che spesso è disastrosa. Ma come vivere senza il sogno dell’amore? Che forse alla fine è solo un sogno. Questo non vuol dire che internet non vada bene anche per il sesso. Il corpo mi incanta, la sua bellezza, i suoi profumi, le forme, le umidità, i cedimenti e le tensioni, le sue urla, ma alla fine noi donne vogliamo l’amore, vogliamo la sua unicità, i suoi brividi e le sue altezze. Vogliamo e cerchiamo.

Perché un lettore di Queerblog dovrebbe leggere il tuo testo?

Perché scrivo da dio. Perché è un libro che si beve le emozioni, sensuale, avvolgente, perché è storia di donne, delle loro grandezze e fragilità, ma va bene anche per gli uomini. Un uomo ha detto: “Ho imparato di più leggendo il tuo libro sulle donne, di quanto avessi imparato in venti anni di relazioni”.

Una domanda che volevi che ti facessi e non ti ho fatto…

Che cosa ti rende felice? Volevo che mi chiedessi questo.

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