La vita di Liberace rivive in un film con Michael Douglas e Matt Damon

Liberace

Il nome di Liberaceevoca subito la teatralità, l’eccesso, il kitsch voluto ed inseguito. Manti da mille ed una notte e candelabri dorati, che ardevano sempre un po’ sinistramente sul suo gran pianoforte a coda, divennero sicure strategie di seduzione, imbonimenti che affascinavano il pubblico americano che andava in delirio a ogni sua esibizione. Del resto lui stesso amava dire: “Non do concerti, ma creo show" Una carriera sfolgorante e baraccona che ispirò Elton John, ma suscitò fin dalle prime battute voci e pettegolezzi sulla sessualità dell’artista.

Il primo a rompere gli argini fu il giornale inglese Daily Mirror che nei conservatorissimi anni cinquanta alluse all’omosessualità del pianista. Ne nacque una causa per diffamazione che Liberace vinse.

Ottimo manager di sé stesso, Liberace seppe spaziare dalla musica, al cinema, alla televisione, restando sempre sulla cresta dell’onda. Interpretava episodi di Batman e Kojak, ma continuava anche a tenere i suoi concerti in giro per l’America. Un onnivorismo artistico che Liberace coltivò fino alla fine. Negli anni ’80 però un nuovo scandalo bussò rumorosamente alle sue porte: l’ex autista voleva una buonuscita miliardaria.

L’uomo dichiarò ai giornali di essere stato per lungo tempo il suo amante. Di nuovo l’artista negò ogni coinvolgimento con il giovane, ma gli riconobbe privatamente un risarcimento di 95,000 dollari. Liberace era però ormai alla fine della sua lussuosa corsa, morì infatti poco dopo per complicazioni legate all’Aids.

Tuttavia il suo mito sopravvive ancora oggi, come ci testimoniano Michael Douglas e Matt Damon impegnati sul set di Candelabra, un film per la tv dedicato alla sua vita.

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