Giuliano Ferrara parla dei gay: amore profano e sterile

Giuliano FerraraNella rubrica del venerdì di Panorama Giuliano Ferrara questa volta parla di omosessualità. Anzi, di rischi successivi allo sdoganamento della libertà omosessuale.

Vi dirò, il suo discorso è molto complesso per certi versi, qualcuno potrebbe dire che è un po' spocchioso, ma provo a riportarvelo correttamente. Tutto parte dalla sua comprensione della questione omosessualità e ciò che gli ruota intorno, rifiutando però una qualsiasi forma di adeguamento.

Riporto parafrasando. Nel passato l'omosessualità si ergeva su valori letterari di grande significato e spessore (quelli portati avanti da Socrate e Platone). Una sorta di gioco artistico pieno di magia e fascino culturale.

Nella situazione moderna invece si è passati da un cito "nichilismo desiderante e il disprezzo per la banale propagazione della specie" a qualcosa di ancora diverso negli ultimi anni. La nostra forma d'amore, ormai profana e basta, diventa reclamazione di un contratto fondato sulla volontà di omologazione fondato da una minoranza.

Da questo ne derivano per il giornalista e conduttore due conseguenze: la positiva è che questo nostro "amore profano" sterile e indifferenziato era coperto in passato a causa della religione da "un'aura demoniaca", oggi parzialmente ripulita da una comprensione cristianamente intesa del peccato.

La conseguenza invece è che si abbasserebbe la "norma umoristica". Rendere la condizione omosessuale paritaria ad altre situazioni normalizzate porterebbe (con uno slancio estremistico dell'autore) a non poter ridere degli omosessuali a non poterne più parlare.

Così i maschi e le femmine "integrali" (perchè noi siamo a metà forse, mi domando) saranno più poveri. Perchè sostanzialmente ironizzare sul mondo omosessuale non sarà più possibile in ogni sua forma.

Secondo Ferrara l'importanza nella prosecuzione di un atteggiamento discriminatorio come "capacità di discernimento, a difesa e a tutela dell'intelligenza e dell'ironia", non sarà quindi pensabile. Così conclude:

Restano i protocolli un po’ burocratici del cerimoniale dei gay in via di assimilazione. E l’assimilazione, lo si sa dalla tragica storia dell’Ebraismo in Europa, è uno degli aspetti, quello illuminista, della soluzione finale di una questione posta da una minoranza dispersa ed eletta. Stavolta per fortuna sarà una farsa, ma è un peccato lo stesso.

A voi trarne le eventuali conclusioni.

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