Divorzio gay all'americana: e i figli a chi vanno?

Gli Usa hanno sempre qualcosa da insegnarci. Mentre in Italia si discute ancora di coppie di fatto, matrimoni gay, aborto (ritorno al Medioevo), gli americani sono già arrivati ai divorzi dei gay. Nello stato del Massachussets infatti, a partire dal 2004, è possibile sposare una persona dello stesso sesso. Ma i matrimoni gay non sono poi tanto diversi da quelli etero evidentemente se gli esiti possono essere altrettanto infelici: ci si ama, ci si molla, si litiga e si divorzia come gli altri.

E qui viene il bello, perchè adesso i cari cugini d'oltreoceano si trovano a dover affrontare una problematica che francamente era sfuggita a molti: ma quando due gay (o lesbiche è lo stesso) sposati divorziano gli eventuali figli a chi vanno?

In Italia ce la ridiamo, ammesso e non concesso che per il 2080 gli omosessuali possano sposarsi, figuriamoci se gli si fanno adottare figli. Certo ci sono le lesbiche. Una si fa inseminare artificialmente, o magari si fa spazzolare dall'amico del cuore ed eccoti il pargolo. Amore e poesia, tutti froci e contenti, finchè non arriva la separazione.

Ironia a parte, un divorzio è sempre una brutta faccenda, e purtroppo le uniche vere vittime in tutta la ridda di carte bollate e parcelle degli avvocati sono i figli. Figuriamoci cosa può accadere quando la famiglia che si sfascia è composta da due coniugi dello stesso sesso. Se la prassi vuole che la prole venga affidata alla madre, cosa si fa quando ce ne sono ben due?

Il vuoto normativo in materia è alla base di situazioni paradossali e tragiche, ma forse anche di un'occasione di considerare la faccenda sotto punti di vista alternativi. Nel nostro Paese si tende si tende in generale ad affidare il bambino alla madre, ma in un matrimonio diverso come si fa?

Due mamme, due figli, ciascuno partorito da una delle due, le stesse pretese, le stesse prerogative. A chi affidare i bimbi? A nessuna, questa la conclusione a cui è arrivato il giudice. O meglio ad entrambe. La soluzione trovata è infatti quella dell'affidamento congiunto. Le due mamme si alterneranno nella stessa casa dove i figli resteranno e cresceranno.

Una staffetta insomma. Se sia meglio o peggio dell'affidamento unico non si può ancora dire. Sarà il tempo a dare una risposta.

Via | Gay.tv

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