Brian Epstein, il Beatle gay

Brian Epstein

Fu Paul McCartney a definirlo il quinto Beatle. Una dichiarazione affettuosa per il manager che aveva creduto in loro, trasformandoli in un vero e proprio fenomeno musicale che negli anni Sessanta travolse letteralmente il mondo.

Brian Epstein fu senza ombra di dubbio il locomotore che portò il gruppo di Liverpool in bocca al successo, ma questo giovane manager di ottima famiglia e dal cuore inquieto, era arrivato alla musica dopo aver inutilmente tentato la carriera d’attore, studiando alla prestigiosa Accademia reale di arte drammatica insieme a Peter O’Toole e Albert Finney.

Omosessuale in una Inghilterra dove esserlo era ancora un reato punito severamente con la reclusione, Epstein fu fermato dalla polizia più di una volta nei pressi di alcuni bagni pubblici. Un segreto noto a tutti i suoi amici, inclusi ovviamente i Beatles che cercarono sempre di proteggerlo da eventuali aggressioni esterne, soprattutto quelle delle riviste scandalistiche.

Come disse lo stesso John Lennon in una intervista, la morte di Epstein per una overdose di sonniferi nel agosto del 1967 segnò anche la fine del gruppo che, dopo tre anni nel 1970, si sciolse definitivamente.

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