Filippo II di Macedonia, Pausania e l'amore tradito

Filippo II, il Macedone

Nonostante la fama di Alessandro Magno abbia nel corso dei secoli oscurato quella del padre Filippo II di Macedonia, non vi è ombra di dubbio che questo re, che pose le basi per quel vasto impero che il figlio avrebbe fondato solo alcuni anni dopo, rimane ancora oggi una delle figure centrali della storia antica.

Fu lui a inventare l’invincibile falange macedone, ad allargare gli angusti confini del suo stato, a essere anche protagonista di una serie di appassionati amori omosessuali che secondo molti storici, incluso Diodoro Siciliano, lo portarono ad una morte violenta e prematura.

Il re venne infatti assassinato da Pausania, una sua guardia del corpo. Alla base dell’omicidio, la gelosia di Pausania che si era visto sostituire nel cuore del re da un altro bellissimo giovane che portava il suo stesso nome. Lo scontro tra i due amanti di Filippo fu terribile e il più giovane dei due, umiliato dalle parole del rivale, cercò e trovò la morte in battaglia.

Uno dei generali di Filippo volle allora vendicare la morte del giovane soldato, invitando Pausania a un banchetto, dove, dopo averlo fatto ubriacare, lo fece violentare dai presenti. Inutilmente Pausania chiese al re di fare giustizia, di lavar via l’onta subita. Accecato dal rancore, la guardia del corpo pugnalò Filippo proprio mentre si apprestava a festeggiare il matrimonio della figlia Cleopatra con Alessandro, re dell’Epiro.

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