Aids: il progetto Coroh rivolto alla comunità gay. Testimonial La Pina

Dal 1985 al 2000 la progressione dell'hiv era intorno al 4%. Dal 2000 a oggi la percentuale si è impennata fino a raggiungere il 12%.

Guardando più da vicino la sfera che riguarda il mondo gay, i dati non migliorano. Se fino al 2000 l’incidenza dell’hiv era scesa drasticamente, anche grazie al lavoro delle associazioni gay-lesbiche, oggi i dati del contagio registrano un vero e proprio abbassamento della guardia nella popolazione gt, seppure con numeri inferiori rispetto alla popolazione eterosessuale.

Sono questi gli allarmanti quanto preoccupanti dati che hanno spinto realtà impegnate per la lotta all'aids come l'Istituto Superiore di Sanità, gli Istituti Ospedalieri IFO San Gallicano e San Giovanni Addolorata Centro Aids, e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli ad unire per la prima volta le proprie forze e professionalità nel progetto Coroh. Due anni di impegno sul fronte della prevenzione e dello screening dello stato di salute della popolazione, grazie a un gruppo di persone che si sottoporranno ai test di aids, sifilide (altro virus in ascesa) e malattie sessualmente trasmesse. Il tutto rivolto alla popolazione omosessuale e transessuale di Roma e del Lazio.

Testimonial di Coroh è La Pina di Radio Deejay, un personaggio e un emittente che ancora una volta ci dimostrano la loro vicinanza alla comunità glbt. Un ambizioso progetto che non a caso viene presentato in prossimità del 1° dicemre, Giornata Mondiale per la lotta all'aids.

Obiettivo del progetto è far tornare alta la soglia di attenzione sui comportamenti a rischio che portano alle malattie sessualmente trasmissibili. Perchè, come spesso qui ci è capitato di dire, la comunità omosessuale negli ultimi anni ha un po' allentato la tensione e ha abbassato la guardia.

Infatti secondi i dati del Circolo Mieli e dell'ospedale San Giovanni "dall’inizio del 2007 ad oggi il 9% delle persone che hanno effettuato il test è risultato sieropositivo, a riprova della crescita di nuovi casi di sieropositività tra la popolazione omosessuale maschile dal 2000 in poi". E le cause sono risultate essere: l'utilizzo di sostanze che aiutano a perdere il controllo (ne parlavamo qui pochi giorni fa), l'errato utilizzo del test come strumento di prevenzione e, soprattutto, la diminuzione dell’ansia per l'esistenza di cure della malattia. Come dire che siccome di aids non si muore più (o meno) posso pure rischiare di diventare sieropositivo.

Noi non ci stancheremo mai di ribadirlo: l'uso del preservativo è l'unico modo per fermare il virus. Per non prenderlo e non farlo prendere agli altri. Se i dati ci impongono di rafforzare la nostra responsabiità di divulgatori di informazioni e sensibilizzazione, noi siamo pronti.

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