Niente popper uguale meno Aids

Alzi la mano chi sa già che cos'è il popper.

Con questo termine di uso comune è definito il nitrito di amile, una sostanza - legale in Italia - che dagli anni Sessanta viene usata come una droga (a fini edonistici, cioè) in relazione ai rapporti sessuali, soprattutto fra maschi gay. La sua proprietà di vasodilatatore, infatti, favorisce il rilassamento della muscolatura, utile per alcuni rapporti, e provoca euforia, anche se l'effetto (che si ottiene inalando il liquido) è di brevissima durata.

Ora, sembra che l'uso del popper favorisca la diffusione del contagio da Hiv, il virus responsabile dell'Aids. Secondo un gruppo di ricercatori britannici - che hanno pubblicato un lavoro sulla rivista scientifica Sexually Transmitted Infections - limitare l'uso del popper dovrebbe essere uno degli obiettivi delle campagne contro l'Aids. Infatti gli uomini gay che ricorrono al popper durante il sesso hanno una probabilità più alta di contrarre il virus Hiv.

Questo, secondo i ricercatori, dipende da due motivi: da un lato il popper abbassa la soglia di attenzione e spinge ad avere rapporti più rudi, dall'altra sembra che agisca anche a livello biologico, aumentando la facilità di contagio.

Ma non basta: dalla ricerca è emerso un altro dato, abbastanza nuovo. Non solo avere un rapporto sessuale passivo senza protezione (profilattico) e con eiaculazione comporta un alto rischio di contagio, ma anche il rapporto insertivo (da attivi, in pratica) senza protezione è correlato a un considerevole rischio di contagio. Nel dubbio, meglio proteggersi sempre.

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