Parlamento Europeo: approvata direttiva protezione vittime che contempla orientamento sessuale ed espressione di genere

Bandiera europea

Il Parlamento Europeo ha approvato una nuova direttiva che istituisce norme minime riguardanti i diritti, l'assistenza e la protezione delle vittime di reato. Il testo obbliga a tenere in considerazione, tra l’altro, l’orientamento sessuale della vittima e la sua identità o espressione di genere. Si tratta della prima normativa europea che accoglie l’espressione di genere, un fatto salutato positivamente da ILGA Europa per la quale tutte le persone transgender potranno essere così più tutelate.

Leggiamo al punto 5:

Le vittime devono essere riconosciute come tali e trattate in maniera rispettosa, sensibile e professionale, senza discriminazioni di sorta fondate su motivi quali razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o credo, opinioni politiche o di altra natura, appartenenza a una minoranza nazionale, proprietà, nascita, disabilità, età, genere, espressione di genere, identità di genere, orientamento sessuale, status in materia di soggiorno o stato di salute.

E all’8 septies:

Per violenza di genere s'intende la violenza diretta contro una persona a causa del suo genere, dell'identità di genere o dell'espressione di genere o che colpisce in modo sproporzionato le persone di un particolare genere. Può provocare un danno fisico, sessuale, psicologico o economico o una sofferenza alla vittima. La violenza di genere è considerata una forma di discriminazione e una violazione delle libertà fondamentali della vittima e comprende, senza limitarvisi, la violenza nelle relazioni strette, la violenza sessuale (compresi lo stupro, l'aggressione sessuale e le molestie sessuali), la tratta di esseri umani e la schiavitù e varie forme di pratiche dannose, quali i matrimoni forzati, la mutilazione genitale femminile e i reati commessi in nome del cosiddetto "onore". Le donne vittime della violenza di genere e i loro figli hanno spesso bisogno di un'assistenza e protezione speciali a motivo dell'elevato rischio di vittimizzazione ripetuta e intimidazione che questo tipo di reati comporta.

Al punto 18 leggiamo:

Le valutazioni individuali dovrebbero tenere conto delle caratteristiche personali della vittima, quali età, genere, identità o espressione di genere, appartenenza etnica, razza, religione, orientamento sessuale, stato di salute, disabilità, status in materia di soggiorno, difficoltà di comunicazione, relazione con la persona indagata o dipendenza da essa, precedente esperienza di reati, tipo o natura di questi o circostanze dei reati, ad esempio reati basati sull'odio, reati generati da pregiudizi o commessi con la discriminazione quale movente, violenza sessuale, violenza nelle relazioni strette, se l'autore del reato godeva di una posizione di autorità, la vittima risiede in una zona ad elevata criminalità o controllata da gruppi criminali o se la vittima è straniera.

Che cosa significa questa normativa? Leggiamo sul sito del Parlamento europeo:

Le vittime di reati commessi all'estero possono incontrare gravi problemi a causa delle differenze tra culture, lingue e leggi. Il testo approvato con 611 voti favorevoli, 9 contrari e 13 astensioni, mira a garantire che per qualsiasi crimine - rapina, furto, aggressione, stupro, molestie, crimine d'odio, attacchi terroristici, o traffico di esseri umani - e ovunque in Europa, tutte le vittime godano degli stessi diritti fondamentali nei procedimenti penali, siano trattati con rispetto e dignità e abbiano accesso ai servizi di assistenza alle vittime, alla giustizia e ai risarcimenti.

La relatrice della commissione libertà civili, Teresa Jiménez-Becerril (PPE, ES) ha così commentato:

Questa direttiva dice forte e chiaro alle vittime che i loro diritti non saranno più ignorati.

Foto | Flickr

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