Telecamere parlanti contro il cruising gay

Immaginate di essere un gay sporcaccione che fa sesso anonimo tra le fratte. Uno di quelli che non si sognerebbe mai di leggere questo blog – qui il livello è assai maggiore, figuriamoci! – ma, seppure sia difficile e me ne rendo conto, tentate di immedesimarvi in questi loschi individui che sono la vergogna del gay “proud and self confident”.

Ora aggiungete un secondo sforzo di immaginazione e pensate a come reagireste se, mentre siete intenti a infangare la reputazione dei gay con le mutande calate dietro a un cespuglio, foste improvvisamente abbagliati da un flash e sentiste una voce sintetica che annuncia: “Attenzione, in questo momento siete ripresi da una telecamera”.

Questo è esattamente quello che potrebbe accadere sulle spiagge della contea di Marin, in California, dove il cruising omosessuale è molto diffuso. L’amministrazione locale ha infatti minacciato di mettere telecamere “parlanti” per scoraggiare l’abominevole pratica, con buona pace degli zozzoni.

In Italia, fino ad ora si sono limitati a ronde di polizia e rastrellamenti della vegetazione come atti di scoraggiamento. L’occhio elettronico del Grande Fratello, dopo i semafori e i varchi alle ZTL, potrebbe spingersi sempre più all’interno delle nostre vite private, per scovare vizi e segreti di chi non rispetta le regole.

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