Natalie Portman: mi sposerò solo quando potranno farlo anche i gay

“Non mi sposerò finché non lo potranno fare anche i gay". Così Natalie Portman, novella paladina dei diritti omosessuali, ci rende partecipi della sua battaglia personale per un mondo più giusto, in un’intervista pubblicata dal magazine “in Style”, e ripresa da varie testate. Ogni tanto ci tocca leggere qualche nuova cavolata esternata dai cosiddetti vips, nostrani o d’oltreoceano. Potevamo iniziare la settimana senza riportarne una nuova?

Nel delirio di egocentrismo che spesso li affligge, i “very important person” sono talmente convinti che noi non possiamo vivere senza sapere quotidianamente come hanno intenzione di spendere le proprie esistenze, da sentirsi in obbligo di metterci a parte di ogni minimo dettaglio.

Un po’ di fantasia però non guasterebbe, in modo da non tediare oltre le nostre già problematiche giornate. Il ricorso al ritornello “sono amica dei gay-sono solidale coi gay-difendo i loro diritti come difenderei quelli della foca monaca a rischio di estinzione” inizia ad essere abusato. Comprensibilmente la Portman non vuole restare indietro rispetto alle sue colleghe, ormai in gran parte in prima linea nella difesa dei diritti omosessuali.

Non vuoi sposarti? E chi se ne frega, mi viene da pensare. Ma i gay cosa centrano? C’entrano sempre, avrà pensato la regina di Star Wars. Ormai s’è capito che gay friendly fa tendenza e le nuove suffraggette del 2000 combattono tutte nel nome del ricchione.

Così, fedele alla moda del momento, anche lei si sente in dovere di apportare il suo contributo personale alla causa. Chi sono io per dubitare della sua onestà? Certamente il suo è un atto di protesta sofferto, rinunciare ad una scelta importante come il matrimonio in onore della lotta per i diritti dell’altra sponda. Che coraggio!

Ma forse no, perché nell’intervista si legge che la Lolita di Besson non è proprio tanto “convinta di volermi sposare, ottenere il divorzio e' troppo facile e il fatto che gli omosessuali non possano farlo svuota di significato questa istituzione".

Certo se non è convita non sarà poi stata una gran fatica rinunciarci, ma lei ci tiene a farla apparire come una scelta fatta in onore di una nobile causa. Ma ci facci il piacere!

I gay sono il coperchio giusto per ogni pentola, e la cosa triste è che sono certa che in tanti adesso eleggeranno la Portman a novella Giovanna d’Arco dei diritti del mondo lgbt, dal momento che pare ci sia un disperato bisogno di paladini della causa frocia a cui aggrapparsi; eroi che, a parer mio, in molti casi invece se ne strafregano delle reali problematiche e non fanno altro che cavalcare il trend del momento. Ma è solo un’opinione personale…

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