Imbrattata a Roma la lapide per Paolo Seganti

Una scritta omofoba e offensiva, che trasmette violenza e non lascia dubbi sulla pochezza morale e intellettuale dei suoi autori. "Frocio di merda" è stato scritto qualche giorno fa sulla lapide che ricorda Paolo Seganti, il giovane romano ucciso in modo selvaggio e seviziato nel 2005 al Parco delle Valli.

Quell'omicidio, o meglio omocidio, colpì molto la comunità lgbt e in genere tante persone di Roma, tanto che una fiaccolata fino in Campidoglio chiede giustizia per Paolo, torturato e ucciso solo per il fatto di essere omosessuale. Come scriveva Cinzia Ricci con estrema lucidità

Con Paolo non se ne è andata solo una persona conosciuta o sconosciuta, con lui evapora l’illusione che certe cose capitano solo a chi, in fondo, un po’ se le cerca, a chi non sta dalla parte giusta, nel modo giusto, fra le persone giuste, con i giusti mezzi per garantirsi il giusto grado di visibilità, riconoscimento, libertà.

Adesso, come denunciano indignati gli amici del circolo Mario Mieli, quella lapide posta dal Comune è stata imbrattata con una scritta omofoba, indice di un'ideologia che acceca, che allontana dalla civiltà e che ha ben poco di umano. L'autore di quella scritta ha pensato a che cosa significa?

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