La Treccani difende le coppie di fatto

Come sono cambiati i tempi! Dal Ventennio, quando Mussolini in persona fu chiamato a scrivere la voce "Fascismo", al Duemila che la Treccani diventa - suo malgrado - un baluardo di democrazia e laicità.

È bastato che fra le voci aggiornate negli ultimi volumi integrativi ci fosse proprio il "Matrimonio", con un testo scientifico curato da Alessandra De Rose. Al termine di un excursus sull'evoluzione storica del matrimonio l'enciclopedia mette in evidenza come siano aumentate notevolmente le convivenze e le unioni di fatto e l'Italia sia indietro in questo settore nella tutela dei diritti civili

«In Italia sebbene il dibattito sia molto acceso, manca ancora una normativa sistematica della materia e la regolamentazione delle famiglie di fatto e dei diritti-doveri dei suoi componenti appare ancora lacunosa e ambigua».

Apriti cielo! Come ogni altra questione, anche questa è stata buttata in politica, con la destra ad accusare l'enciclopedia di fare propaganda "laicista". Tralascio il rosario di dichiarazioni delle varie Bertolini e Volontè. E dire che la Treccani non è stata neppure così coraggiosa, dal momento che ha ribadito il tabù del matrimonio fra persone dello stesso sesso, definito un istittuo "sconvolgente" tra virgolette. Probabilmente l'autrice voleva riferirsi a un presunto sentire comune, ma in questo modo non ha fatto altro che avallare pregiudizi.

Molto meglio il riferimento, quello sì sgradito a molti, alla laicità dello stato:

«Se appare lontana e forse, considerate le condizioni sociali e culturali, neanche opportuna l’introduzione di istituti “sconvolgenti” come il matrimonio tra gay, sembra invece più vicina la prospettiva del riconoscimento giuridico e della tutela per due persone che scelgono di condividere una parte importante della loro vita senza sposarsi. Senza intaccare in alcun modo l’istituto del matrimonio e riconoscendo il principio del favor matrimonii, la concessione dei diritti quali l’assistenza reciproca e libera anche nelle strutture pubbliche in caso di malattia, le possibilità di ereditare reciprocamente anche senza testamento e ricevere la pensione di reversibilità, la tutela in caso di separazione, il godimento di tutti i diritti e le agevolazioni previste per le coppie eterosessuali e sposate, non risponde soltanto alle richieste di un minoritario, sia pure in espansione, gruppo selezionato di cittadini, ma piuttosto all’esigenza di garantire anche in tale materia, in uno Stato laico e democratico, i basilari principi di equità sociale».

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