Dagli Usa il rabbino omosex: la discriminazione dei gay non sta scritta nella Bibbia

Girovagando nell’universo delle notizie d’oltreoceano, mi sono imbattuta in un’intervista pubblicata dal Columbus Dispatch che mi ha davvero lasciato di stucco (per una volta piacevolmente).

Mentre da noi si solleva un polverone che scuote il colonnato di San Pietro in seguito alla recente apparizione televisiva dell’alto prelato che - nel corso della trasmissione di Ilaria d’Amico - prima ha ammesso la propria omosessualità e poi ha fatto marcia indietro, ergendosi a paladino (incompreso, poverino) della moralità vaticana, negli Stati Uniti, c’è un rabbino ebreo che non ha esitato, non solo a dichiararsi pubblicamente omosessuale, ma addirittura a parlare contro il più grande best-seller che la storia ricordi: la Bibbia.

Steven Greenberg, questo il nome del rabbino progressista, definisce assolutamente inammissibile l'utilizzo delle sacre scritture come pretesto per discriminare gruppi interi di persone, e il riferimento è logicamente ai gay, colpevolizzati e discriminati da sempre, tanto dai cattolici, quanto dagli ebrei (non che le altre religioni…), proprio richiamandosi ai dettami del Vecchio Testamento.

Secondo il gaio rabbino, infatti, non c’è proprio scritto da nessuna parte che l’omosessualità sia contro Dio, che sia peccato mortale, che sia una malattia, e altre amenità del genere che i nostri amatissimi preti ci hanno da sempre propinato.

Certo, come ammette lui stesso, c’è un passo delle antiche scritture che lo ha messo un po’ in difficoltà, ed è quello del Levitico 18:22, che prescrive al fedele che “non dovrà giacere con un uomo allo stesso modo in cui giace con una donna”.

Greenberg a dire il vero se la cava con una sufficienza scarsina a questo punto, dicendo che in realtà il testo fa riferimento agli atti violenti che implicano l’umiliazione dell’altra persona: lo stupro insomma. E meno male! Tuttavia per una volta anche io devo riconoscere che ogni tanto gli americani sono davvero avanti.

Ve la immaginate in Italia un’uscita del genere? Mi viene da ridere solo al pensarci, eppure qualcosa mi dice che prima o poi (coi soliti 80 anni di ritardo) anche da noi accadrà qualcosa del genere.

Già godo come uno struzzo ad immaginarmi (che vita grama la mia, vedete come passo il tempo) il cardinal Ruini o il cardinal Bertone, oppure ancora meglio l’infaticabile Padre Georg che, finalmente libero dai rigidi dettami imposti dalla sua fede, allevia la sua coscienza (e i nostri maroni), segue i suoi desideri e (soprattutto) convince il suo “superiore” che è ora di smetterla con ‘ste fesserie da Santa Inquisizione, e saremo tutti felici & contenti.

Va bene, forse ho esagerato un pò...ora rimetto a posto "Uccelli di Rovo"...

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