L'ultimo saluto a Massimo Consoli

In questo momento si sta svolgendo, presso l'Istituto Soka Gakkai di Roma la cerimonia, volutamente laica, per salutare il grande Massimo Consoli, venuto a mancare domenica scorsa, lasciando così orfana la comunità glbt italiana tutta.

Per chi, come la sottoscritta, non può rendere omaggio di persona a questa figura storica importantissima della cultura gay italiana non resta che farlo attraverso le parole e uno spazio, seppur ridotto ma doveroso, in questo nostro blog, che se esiste è anche grazie all'impegno e al coraggio che oltre 30 anni fa misero nelle loro imprese personaggi come Massimo Consoli, per la battaglia della liberazione sessuale e dei diritti del popolo omosessuale.

Vi ricordiamo, ad esempio, che la rubrica "Gay Day" di Queerblog traeva proprio spunto dal calendario gay ideato da Massimo Consoli: una raccolta minuziosa e puntigliosa di fatti e persone che hanno fatto la storia della scena gay.

L'anno scorso, per l'uscita del suo libro "Manifesto gay" scrisse queste parole che ben rappresentano il suo significativo percorso che lo ha visto scrivere la storia del movimento gay a braccetto con intellettuali come Pier Paolo Pasolini e Dario Bellezza:

Spero di non essere noioso, ma mi vedo costretto ad annunciarvi un altro mio libro (ancora!!!). Sì, lo so che forse sto esagerando ma, mettetevi nei miei panni. Come deve impiegare il suo tempo una persona obbligata in casa ed alla quale è permesso di fare quasi solo piccole passeggiate dal letto allo studio? Ed ogni tanto una puntatina in qualche libreria o in qualche cimitero? Così, io passo le mie giornate scrivendo. Quest'ultimo libro è intitolato "Manifesto Gay", e porta come sottotitolo: I primi documenti del movimento glbt italiano. Di cosa si tratta? Negli anni Sessanta ho completato il ciclo di maturazione e di comprensione della mia identità, ed ho sentito il bisogno di darmi da fare in qualche modo, cominciando a creare circoli e associazioni. Nel luglio del 1968 ho preso in affitto un seminterrato all'inizio di Porta Portese, per metterci la sede della "ROMA-1" (Rivolta Omosessuale dei Maschi Anarchici-1° fase). Lì abbiamo tenuto le nostre riunioni e non credo di essere troppo lontano dal vero se dico che quello fu il primo e per qualche tempo l'unico luogo, in Italia, nel quale si incontravano dei gay per discutere di cose gay. Poi sono andato in Olanda. Nel '69 ho scritto la Carta di Amsterdam e nel '71 ho pubblicato il Manifesto Gay, al quale collaborarono alcuni tra i più bei nomi dell'epoca. Ecco, in questo mio ultimo libro ho cercato di ricreare l'atmosfera pesante di quel periodo ed i nostri primi sforzi nel tentativo di creare un movimento omofilo e, soprattutto, di acquisire una coscienza della nostra realtà e del nostro senso di comunità, facendo parlare il più possibile i documenti che abbiamo prodotto. Spero di esserci riuscito.

Per entrare nel mondo di Massimo Consoli, per approfondire il percorso della sua intensissima vita andate sulle sue pagine. E leggete i suoi libri.

Ciao Massimo. E grazie. Da noi tutti.

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