Addio Massimo Consoli, padre dei gay italiani

Alcuni di voi, forse, non sapranno chi è o non lo hanno mai sentito nominare; ma tutti dobbiamo ricordarci che noi - gay e lesbiche italiani - forse non saremmo quello che siamo se non ci fosse stato lui, Massimo Consoli (all'anagrafe Luciano Massimo Consoli), che ci ha lasciato all'1:50 di questa notte, 4 novembre 2007.

Da domani, 5 novembre 2007, a partire dalle 13 chi vorrà potrà portargli il suo ultimo saluto al Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, in via Efeso 2/A a Roma; i funerali poi saranno celebrati il 6 novembre con una cerimonia laica nella sede dell'istituto buddista Soka Gakkai. La famiglia e gli amici stanno cercando, intanto, di realizzare il suo desiderio di una tomba al cimitero acattolico di Roma. Il modo migliore per ricordarlo, però, è portare avanti la sua battaglia lunga decenni per costruire e far evolvere il movimento lgbt italiano.

Dalla Carta di Amsterdam per i diritti degli omosessuali alle decine di libri, saggi ricerche sulla e attorno all'omosessualità, Consoli ha dedicato la sua intera vita a una battaglia culturale e politica. Ed è stato in fondo il punto di congiunzione tra la generazione pre-gay (quella dei Pasolini e Dario Bellezza) e quella dei militanti e attivisti con una coscienza omosessuale più definita. Se sappiamo chi siamo è anche grazie a lui.

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