Un parco dell’amore gay per la città del futuro?

La tendenza alla ghettizzazione non è una prerogativa del mondo gay, soprattutto se si parla di sesso. Ora persino un paese del casertano, Aversa, ha proposto un “Parco dell’amore” o – come lo ha chiamato il sindaco con singolare originalità – “Drive-in per le attività ludiche”, dove raccogliere gli incontri sessuali delle coppiette.

Con la solita scusa dell’ordine pubblico, della decenza e dei bambini che sono costretti ad assistere a scene indecorose in pieno centro abitato, si vuole spostare ciò che non si vuole vedere dentro un recinto circoscritto. I viziosi porcelloni vadano a fare le loro schifezze lontano dagli occhi innocenti dei bambini e della gente perbene.

L’opzione del parco o drive-in rientra nella logica del quartiere a luci rosse, già proposto in altre città, tra cui Roma. Le coppiette, i puttanieri e tutte le varie sottocategorie dei lussuriosi sembrano dunque necessitare di spazi ad hoc, che siano le antiche case chiuse o un parcheggio o un bosco. E ai gay nessuno ci pensa? Ovvio che no: se non riconosci socialmente una categoria, figuriamoci se ti preoccupi dei loro bisogni primari.

Gli audaci esponenti dell’imprenditoria gay potrebbero proporre un “Parco dell’amore gay” o una “Piazzola di sosta omoerotica”, dopo gli hotel e i resort. Posti del genere esistono già, ma non ancora ufficializzati. E nessuno ancora ci ha fatto i soldi. Magari, finalmente, tra uno struscio e un’orgetta, potremmo usufruire di servizi adeguati, come un punto ristoro con distributore di preservativi e clinex. Immagino le polemiche che susciterebbe una simile proposta, sia da parte degli etero con famiglia che dei gay… Intanto guardate cosa hanno fatto a Vinci, in Toscana, e a Bari.

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