Sei gay? Questo è il tuo albergo (a Barcellona)

Ha aperto i battenti a Buenos Aires l'Axel Hotel, il secondo esclusivamente dedicato ai clienti gay, che fa parte della catena alberghiera omonima, la quale nell 2003 aveva inaugurato a Barcellona il primo lussuoso resort di questo genere. Ne dà notizia il portale per gli italo-argentini, Italianos de Argentina.

Va da sè che il primo intento di questa, come di qualsiasi attività commerciale, è quello di fare soldi, come ammette il manager Nacho Rodriguez, ma i dirigenti della catena alberghiera non mancano di far notare come, attraverso l'attività del loro secondo albergo per omosessuali, non si farà altro che perseguire un altissimo e nobile obiettivo, ovvero quello di "aiutare il processo di normalizzazione e accettazione dei gay nella società". Addirittura.

Dei benefattori del mondo frocio insomma, che daranno la possibilità ai propri clienti di ritrovarsi tutti insieme appassionatamente all'interno di una struttura appositamente ideata per loro. E cosa ci sarà di tanto diverso rispetto ad un hotel "normale"? Lussuose suite, piscina col fondo trasparente, idromassaggio, insomma ogni comfort che non sembra molto diverso da quelli che normalmente vengono offerti da un qualsiasi hotel a 5 stelle. Ma vuoi mettere il gusto di riunire in un colpo solo tanti gay?

E lo staff? Sarà rigorosamente composto di soli accertati ricchioni? Lo sottoporranno a prove di selezione? Chissà chi è il direttore del personale...E cosa succederà se un etero vorrà pernottare all'interno della struttura?

Non so a voi, ma a me suona tanto di grandioso club per sole finocchie, che magari nel corso di un pallosissimo viaggio d'affari, desiderano svagarsi un pò giocando a nascondino col vicino di stanza, e potranno decidere se appendere il cartello "do not disturb", oppure quello "please disturb" (molto utile nel caso si voglia organizzare un'orgia). E allora perchè lo chiamano albergo? C'è qualcosa in tutto questo che offusca ai miei occhi l'idea di struttura che agevoli "la normalizzazione" dei gay nella società.

La normalità, per come la vedo io, è che gay o etero che siano, si tratta di clienti di un albergo, che una volta chiusa alle proprie spalle la porta della stanza fanno giustamente quello che gli pare. A me non hanno mai chiesto alla reception di un albergo quale fosse il mio orientamento sessuale e, dite quel che volete, per me riempire un resort di soli froci non è altro che creare un lussuoso scopatoio a 5 stelle, e isolarli ulteriormente dalla società.

Del resto il dubbio viene a leggere le dichiarazioni di Rodriguez : "Molti hotel e luoghi per omosessuali, sono defilati, lontani dalle principali città, perché dovremmo nasconderci?" E quali sono mai queste luoghi per omosessuali, defilati dalle città?

E voi come la pensate a riguardo? La vedete come una conquista nella battaglia per la parità di diritti o piuttosto come una mossa che rischia di rivelarsi autoghettizante? Ci andreste mai in uno di questi hotel? O magari, ci siete già andati?

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