Essere o non essere gay...Vuoi testarmi?

E per la serie: "le molteplici funzioni che una donna eterosessuale può avere a vantaggio di un gay", non si può trascurare l’importante argomento della “guida alla scoperta della tua omosessualità”, servizio gentilmente offerto da molte ragazze agli indecisi che si muovono in bilico tra rispettabile apparenza etero e irrefrenabile pulsione verso i giochini proibiti col compagno di allegre bevute.

Quasi tutti avranno visto il celebre film “In & Out”. Beh la realtà non è poi così diversa e magari anche più grottesca. Padri di famiglia che improvvisamente sentono il richiamo della giungla (o meglio della liana) e abbandonano tutto facendo "coming out" (tanto ormai va di moda), fidanzatini irreprensibili che da un giorno all’altro mandano tutto a quel paese per proclamare la loro vera natura finocchia.

Niente di male in tutto questo, anzi, va benissimo; è solo una la domanda che tormenta tutte coloro che si sono imbatutte in simili catastrofi: e farlo prima il coming out, no?

Certo i segnali a volte ci sono eccome, ma noi siamo sorde e cieche, oltre che autolesioniste, e non li vogliamo vedere. In effetti quando inizi a sentire frasi del tipo: domenica non esco perché vado a giocare con la playstation a casa del mio amico, potresti iniziare a sospettare qualcosa.

Ma poi ti dici di non essere imbecille: ha detto amico non amica!!! Tu non puoi sapere che la consolle con cui giocheranno non sarà propriamente quella della Sony…

Facendo una rapida indagine tra amiche e conoscenti, chiunque potrà facilmente scoprire che l’evento non è poi così raro da verificarsi, indubbiamente meno raro di una frase intelligente di Flavia Vento. Anche la sottoscritta non si è fatta mancare questa favolosa esperienza e ha reso migliore questo mondo, aiutando una povera anima persa a capire definitivamente se preferiva la capinera o il merlo. Il tutto inconsapevolmente. Ma credetemi, è una delle poche gioie della vita il sentirsi utili all’umanità. E così, dopo che la povera pecorella sperduta ha preso atto della sua impossibilità nel perseverare nella finzione di una vita di sciupafemmine (ma de cheee), ha pensato bene di sparire di nuovo nei meandri della sua gaytude, senza spiegazioni plausibili, ma solo con un: “Beh, comunque mi è servito perché ora finalmente ho le idee chiare e posso fare coming out”.

Ecco, così va molto meglio, bastava dirlo prima, che problema c’era? Sempre stato il mio sogno testare la finocchiaggine dei ragazzi. Tutto questo, nonostante il tono “leggermente” canzonatorio, mi conduce ad una riflessione: è veramente così difficile accettarsi per quello che si è senza forzarsi a tutti i costi, e facendo così del male anche ad altre persone? Voi che ne pensate? Vi è mai capitato di far soffrire qualcuna per dei motivi simili? Quanti poveri cuori femminili avete lasciato spezzati nel corso del vostro cammino prima di uscire alla luce del sole?

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