Apre oggi i battenti il Gender Bender


I bolognesi sono sempre troppo avanti. L’ex Little London italiana forse non meriterà più l’appellativo, ma quelli del Cassero sono avanguardisti da decenni. Sono stati loro i primi, tanto per dirne una, a fare della ricerca musicale una cifra stilistica delle feste organizzate all’ex salara, sede del Gay Lesbian Center emiliano, ospitando dj internazionali e attirando un pubblico trasversale, sull’esempio delle serate nelle altre città europee. Alla faccia della Carrà nazionale.

A Roma, le associazioni istituzionali chiamano Pamela Prati e Paola e Chiara come madrine delle manifestazioni. Oppure, se vogliono fare gli intellettuali, sparano i soliti pipponi sui soliti Genet, Fassbinder, Pasolini, ecc. Se uno vive nel 21esimo secolo e ha minimamente viaggiato, gli viene voglia di vergognarsi di essere gay.

Guardate invece l’immagine della locandina del Gender Bender, festival internazionale organizzato dal Cassero che apre oggi la quinta edizione, per rendervi conto di cosa significa essere radicali e tosti. E date un’occhiata al programma, per rendervi conto dell’ampiezza di vedute, della consapevolezza di ciò che è contemporaneo e di ciò che approfondisce e travalica i generi. Queerblog ne aveva già parlato qui e qui.

Essere froci e lesbiche, per fortuna, non significa solo scegliere tra l’essere baraccone o tediosi.

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