Sharon Stone staseraa Roma per l'AMREF

Questa sera allo spazio Etoile di piazza San Lorenzo in Lucina e a Palazzo Fendi l'AMFAR ha organizzato un asta benefica per raccogliere fondi per la lotta all'Aids.

La madrina dell'evento è Sharon Stone che venderà all'asta le foto del servizio di Vanity Fair in edicola questa settimana fatte da Mark Liddel.

Vanity Fair ha realizzato anche un' intervista in cui Sharon parla del suo impegno per l'AMFAR.

Vi copio alcune delle domande che potete trovare anche su Style.it il sito di Vanity Fair:

...Ha perso anche degli amici a causa dell'Aids?

A metà degli anni Ottanta, quando facevo la modella a New York, avevo molte conoscenze nel mondo della moda e del teatro. Ho visto tante persone care ammalarsi e cadere.

...In quegli anni si tendeva ad associare l'Aids all'omosessualità.

Si è visto molto presto che non riguardava solo i gay: ma confinare la malattia alla comunità omosessuale ha fatto comodo ai moralisti.

...Di questi tempi, invece, il nuovo luogo comune sull'Aids è che sia una malattia ormai sotto controllo. I farmaci funzionano, la prevenzione ha ottenuto risultati.

È quello che si vuole far credere. In realtà, i sieropositivi sono 40 milioni. Noi due stiamo parlando da dieci minuti. Ecco, in questi dieci minuti sono morti almeno dieci bambini.

...In questi anni, le serate come Cinema Against Aids hanno generato oltre 28 milioni di dollari di finanziamenti. Ma, all'inizio, non è stato facile convincere la gente a essere generosa.


Quella prima volta a Cannes raccogliemmo solo centomila dollari. Vendemmo anche i contenitori di sale e pepe dei tavoli, e l'anellino che Naomi Campbell aveva all'ombelico. Nel maggio scorso, sempre a Cannes, di dollari ne abbiamo raccolti sette milioni. E avevamo una lista d'attesa di oltre duecento persone che volevano acquistare i biglietti.

...L'equazione celebrità-charity è diventata di moda. Perché, secondo lei?

Perché le celebrità hanno tempo da dedicare. E più soldi da spendere.

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