Polonia, via i gemelli ma niente illusioni

Buone notizie - non ottime, ma almeno buone - dalla Polonia, dove i cittadini hanno votato per rinnovare il Parlamento (dopo soli due anni) e hanno mandato a casa la coalizione di estrema destra guidata da Jaroslav Kaczynski, uno dei due gemelli al potere a Varsavia (l'altro, Lech, è presidente e tale resterà almeno fino al 2010).

Buone notizie, si diceva, perché il partito omofobo e reazionario dei gemelli - Legge e ordine (Pis) - è stato sconfitto dall'opposizione liberale di Piattaforma civica, guidata da Donald Tusk (44% contro 31%). Si annuncia, quindi, più europeismo, più liberismo e un atteggiamento più internazionale. I vincitori, però, sono liberali, sì, ma di destra, dunque più attenti alle libertà economiche che a quelle civili.

La sinistra, invece, socialdemocratica ed ex comunista si è fermata al 13%: abbastanza per sostenere i liberali contro il presidente gemello, ma troppo poco per imporre una piattaforma di riforme civili. Quindi, in definitiva, è scongiurato almeno per ora il pericolo di liste di proscrizione e licenziamente di massa a danno di gay e lesbiche; ma neppure sono alle viste nuove leggi che riconoscano i diritti delle persone lgbt. Un passo avanti, ma molto piccolo.

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