Vescovo in visita all'Arcigay, no del Vaticano

Niente visita del vescovo di Grosseto, Franco Agostinelli, al circolo locale dell'Arcigay. All'ultimo momento, il prelato ha cancellato un incontro annunciato da tempo e interpretato da molti come un gesto di apertura e di dialogo, proprio in un momento di scontro fra movimento lgbt e chiesa cattolica.

Sarebbe stata la prima volta che un vescovo, in visita pastorale nella propria città, fra le varie associazioni, enti, organizzazioni di volontariato varcava ufficialmente la soglia di una sede dell'Arcigay. Evidentemente è sembrato troppo alla Curia di Roma, che ha fatto sentire rapidamente il proprio "Non expedit", la vecchia formula che rappresenta un divieto.

Ufficialmente il vescovo ha parlato di una decisione autonoma, però diverse fonti accreditano un ordine diretto del Vaticano, irritato da questa disponibilità umana e pastorale del vescovo. Certo, nel resto del mondo i singoli vescovi sono liberi di agire come credono più opportuno e rispondono, semmai, alla propria conferenza episcopale nazionale. Qui in Italia, invece, tutto è centralizzato e fa capo direttamente alla Curia. Ma questi sono affari interni della chiesa.

Una volta di più - anche se va apprezzato il tentativo di Agostinelli - si è persa l'occasione di incontro e dialogo fra realtà diverse.

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