Sospeso uno dei prelati di Exit

Vi ricordate Exit la trasmissione su La7 che abbiamo già commentato? A quanto pare abbiamo centrato il punto. I preti intervistati hanno parlato troppo. Hanno ospitato il “predatore” conosciuto in chat direttamente negli uffici o negli appartamenti di proprietà della Chiesa. Sono stati ingenui, incauti, ostinati nel loro essere pericolosamente convinti nel poter vivere il loro orientamento nonostante la dura linea di papa Ratzinger che in materia di omosessualità adotta “tolleranza zero”.

Come si legge su L’Unità, uno di loro è stato beccato. Si tratta di un monsignore di 60 anni, capo ufficio della Congregazione del Clero. Identificato perché sono stati riconosciuti l’ascensore di accesso alla Congregazione e la porta di ingresso del dicastero. Peccato che questo monsignore fosse l’unico ad avere le chiavi di accesso dell’ufficio.

Il monsignore T.S. (si riportano soltanto le iniziali del nome del prelato) è stato sospeso, nonostante le sue giustificazioni. Quali? Il prelato giura (ha proprio giurato sul crocifisso) che ha accettato l'incontro con lo sconosciuto per contribuire a smascherare eventuali sacerdoti infedeli. Ma a quanto pare le sue giustificazioni non sono state accettate dalla Chiesa. Da giorni l’appartamento di proprietà della Santa Sede risulta vuoto e il telefono suona senza risposte. Si applicheranno tutte le sanzioni disciplinari previste per questi casi. Dovrà lasciare l’immobile e a breve anche il licenziamento ad opera del Tribunale Vaticano. Rileggo il post scritto e mi pare di essere un commentatore del Medio Evo. Terribile!

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