Veltroni, il PD e la Comunità pate seconda

Quando ho scritto il mio post sulla lettera di Paola Concia e Andrea Benedino a Veltroni e la sua risposta sui temi lgbt del Partito Democratico, mi auguravo di poter tornare a parlare di questo tema analizzando le risposte del Mario Mieli, di Arcigay e delle altre associazioni.

Ho letto, sui loro rispettivi siti, Rossana Praitano Presidente del Mario Mieli e Aurelio Mancuso Presidente nazionale di Arcigay come commentano la lettera di Veltroni.

Rossana Praitano per conto del Mario Mieli dice:

leggiamo finalmente il pensiero del sindaco di Roma sui temi in questione, che però accresce le nostre perplessità.

Innanzitutto Veltroni sceglie come destinatari due candidati omosessuali presenti nelle liste, che appoggiano la sua elezione, cioè risponde, come si suol dire, ai suoi.

Nel merito delle risposte, certamente culturalmente sensibili, queste appaiono come un’analisi sociologica, piuttosto che un programma per un partito nascente.

Inoltre riaffermando solo il richiamo alle poche e scarne parole del programma dell’Unione in merito alle coppie di fatto, Veltroni pare faccia proprio ed estenda al futuro partito l’esito completamente insufficiente di un compromesso passato.

Ci sembra di capire che persino l’esperienza dei Ds sia ormai tramontata, e che la linea vincente sia quella della Margherita, che quel compromesso aveva imposto.

Per il resto tante parole che fanno fatica a risvegliare entusiasmi, anche perché i cittadini omosessuali e transessuali hanno verificato amaramente che di buone intenzioni è lastricato l’inferno.

Meno duro, ma non meno deluso è anche Aurelio Mancuso di Arcigay:

La risposta di Walter Veltroni ad una lettera aperta dei due portavoce di GayLeft Andrea Benedino e Paola Concia, pubblicata oggi su l'Unità, è sicuramente un gesto importante.

La risposta data a loro è articolata e si riassume con l'impegno ad adoperarsi per l'approvazione del pacchetto antiviolenza, in discussione alla commissione giustizia della Camera, e di un provvedimento sulle Unioni Civili, di cui invece l'iter è fermo al Senato.

Attendiamo da troppi anni che alle parole seguano concrete azioni, e per questo ricordiamo a Veltroni che la buona politica può certo distinguersi da quella cattiva alimentata dalle contrapposizioni, ma che queste ultime sono da imputare proprio al teatrino che ogni giorno mette in scena il ceto politico, mentre milioni di cittadini e cittadine lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) sono fatti oggetto di violenze, discriminazioni, aggressioni di tutti i tipi.

Solo quando le nostre vite non saranno più offese da una politica sorda e avversaria, si potrà riaprire un sereno e necessario confronto.

Voi che ne pensate? fateci sapere

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