Ma quanto parlano i preti gay!

Come abbiamo già segnalato, nella prima puntata di Exit su La7, condotta da Ilaria D’amico, si è parlato di preti gay. Un ragazzo frequentatore di chat ha chiamato la redazione di Exit e ha proposto l’accordo di “stanare” i preti che cercano incontri più o meno fugaci nelle chatroom omosessuali. Armato di microfono e videocamera nascosti si è presentato agli incontri con alcuni preti gay, anche quelli sadomaso che cercavano il padrone o lo schiavo per piacevoli ore di sesso.

Un flop! Dalla presentatrice che pareva impacciata e confusa allo share che ha toccato i 590 mila contatti. Pochissimi in relazione alla pubblicità mediatica che ha preceduto la puntata di Exit. La stampa, dall’Avvenire alla Repubblica puntano il pollice verso. Certo è che il dibattito in studio era imbarazzante, pieno di luoghi comuni e di percentuali sull’omosessualità nella Chiesa buttate a casaccio. Chi parlava del 50% chi del 3-4%, ovviamente a seconda del proprio credo e della propria posizione all’interno del dibattito.

Una cosa però ha lasciato a bocca aperta: ma quanto parlano questi preti! Basta una semplice domanda (di quelle che gli stessi preti avranno sentito milioni di volte) e via…spiegazioni, riflessioni, confidenze, segreti, confessioni fiumi fino alla noia più straziante. Basta un ragazzo normale incontrato in una chat per donarsi così tanto? Ingenui o furbetti consapevoli che il fascino del colletto bianco procura prede in cerca del rapporto assolutamente vietato? Non voglio entrare nel merito. Siamo tutti promotori della propria libertà sessuale. Un paio di preti “stanati” hanno parlato di centinaia di incontri. Significa che centinaia di ragazzi hanno ascoltato i loro desideri nascosti, i loro vizietti e a loro volta ne hanno parlato con gli amici, portando i loro segreti così facilmente condivisi sulla bocca di altre centinaia di persone. Il celibato dei preti è sotto accusa da molto tempo, ma esiste. L’omosessualità nella Chiesa è vietata eppure molti, troppi preti la praticano quotidianamente. Non sarebbe più semplice per i gay disertare la Chiesa e lasciarla alle sue convinzioni, e provare a fare del bene in altre strutture, in altri movimenti non cattolici che tanto fanno per la società ? Vuole essere solo un suggerimento, forse ingenuo perché non prende in considerazione la tanto proclamata “vocazione”.

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