Il comune di San Polo istituisce il registro per coppie gay e lesbiche

Da piccole azioni possono scaturire grandi gesta. Lo hanno dimostrato tutti coloro che, firmando la querela contro il vice sindaco di Treviso Gentilini, sono riusciti a far sì che venisse iscritto nel registro degli indagati per istigazione a delinquere, in seguito alla sua dichiarazione omofoba di pulizia etnica. Questa volta da un piccolo comune del Lazio arriva una lezione di grande civiltà che ci auguriamo possa servire da apripista e lanciare una vera e propria tendenza.

San Polo dei Cavalieri è un comune laziale di 2000 abitanti che, infischiandosene del dibattito alla Regione e al Comune di Roma ormai arenato, ha deciso di istituire un registro delle unioni civili per coppie gay e lesbiche. L'azione arriva dopo un dibattito avvenuto all'interno della comunità e non si è fermata qui. Al presidente del Consiglio comunale di Roma è stata recapitata la proposta (firmata da 10.623 persone e presentata da Rifondazione, Verdi, Sinistra democratica e Radicali di Roma) di delibera di iniziativa popolare per istituire il registro anche nella capitale.

Insomma c'è qualcuno, dal basso, che sta cercando di smuovere la questione che molti ci tengono a tenere sopita. Siamo sempre noi i primi a doverci dare da fare per far sentire la nostra voce e non essere complici di certi insabbiamenti. San Polo ce lo ha dimostrato.

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