Ci siamo già scordati di Pegah? La parola a Sabahi

Che ne è della sorte di Pegah Emambakhsh, la donna che per il suo orientamento sessuale lesbico rischia di essere cacciata dall'Inghiterra per andare a morire in Iran? Solo parole le offerte di ospitalità avanzate dai sindaci di Roma e Venezia? A riportare l'attenzione sul problema e a chiedere fatti e non parole è Farian Sabahi, che insegna di Islam e democrazia all'università di Torino. Il contesto della sua presa di posizione è un seminario sulle donne migranti promosso dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni e Islamic Educational, Scientific and Cultural Organization in Campidoglio a Roma.

"Cacciari e Veltroni pensino a cos'altro si può fare" oltre alla "bellissima" offerta: un asilo definitivo e non solo parole di circostanza. Servirebbe, insomma, un provvedimento concreto che facesse da precedente anche in termini giuridici. Molti i ministri del governo Prodi a essersi dichiarati disponibili ad accogliere la donna in qualità di rifugiato politico.

Intanto la Sabahi ha intervistato Pegah, che si dice stanca di lottare e si sente abbandonata dall'Europa intera, sulle colonne del quotidiano La Stampa.

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