Soluzione tedesca per le unioni gay: cosa significa?

Unioni gay “alla tedesca”: cosa sono? Ce lo spiega Francesco Bilotta della Rete LenfordPierluigi Bersani ha detto che il Partito Democratico è per le “unioni gay, nei dintorni della soluzione tedesca”. Cos'è questa “soluzione tedesca”? Rispondendo a una domanda simile su Facebook, l'avvocato Francesco Bilotta, della Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBT, fornisce una risposta in due punti e cinque domande.

Nella sua risposta, Bilotta si sofferma sul fatto che, secondo molti, le unioni gay alla tedesca darebbero gli stessi diritti del matrimonio. Scrive l'avvocato:


  • non è vero che la normativa quando fu emanata prevedeva tutte le tutele che discendono dal matrimonio. In una sua prima versione il numero delle tutele era limitato, per non scontentare i cattolici e i luterani (evidentemente fa molto europeo!). Poi la Corte Costituzionale è intervenuta una prima volta e ha detto: “Le unioni omosessuali non si pongono in concorrenza con il matrimonio tradizionale, dal momento che non riguardano lo stesso tipo di persone ma specificamente la cerchia dei gay e delle lesbiche”. A questo punto c’è stata una riforma che ha allargato il novero delle tutele, ma arrestandosi un po’ prima della totale equiparazione delle due discipline;

  • nel 2009 la Corte Costituzionale federale ha emesso una sentenza che riguarda solo la pensione di reversibilità e non un allargamento totale e quindi l’equiparazione assoluta dei due istituti. Ovviamente la pensione di reversibilità non era stata inserita dal legislatore, così come altri aspetti di carattere tributario nella normativa.

Dopo questa spiegazione, ecco cinque domande posta da Francesco Bilotta, che servono per chiarire meglio – a noi stessi e agli altri - di cosa si sta parlando:


  1. a prescindere dal suo contenuto, vi piace che ci sia un istituto giuridico che possa far dire a qualcuno che è per la “cerchia dei gay e delle lesbiche”?;

  2. vi piace che ci sia un istituto – per ipotesi – completamente uguale quanto a tutele al matrimonio (e la normativa tedesca non è né matrimonio né uguale quanto al suo contenuto al matrimonio), ma che si chiami con un nome diverso soltanto per rimarcare che è dedicato alla “cerchia dei gay e delle lesbiche”?;

  3. nella scala delle priorità del Partito Democratico, la promozione della pari dignità tra le persone a che posto viene rispetto al desiderio di sedersi a Palazzo Chigi?;

  4. è moralmente (non politicamente) accettabile un accordo per la gestione del potere che abbia come prezzo il sacrificio della dignità di milioni di cittadine e cittadini?;

  5. e, infine, perché intestardirsi a cercare il voto dei clericali, quando il 49% (la metà!) degli elettori italiani ha recentemente dichiarato che non sa chi votare o che se le cose stanno così non andrà a votare?

Foto | © TM News

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