La strana coppia: Edith Sitwell e Pavel Tchelitchew

Edith Sitwell

L’incontro tra Edith Sitwell (1887-1964) e il pittore russo Pavel Tchelitchew avvenne nel frequentatissimo salone letterario di Gertrude Stein a Parigi nel 1927. Immediatamente l’eccentrica poetessa inglese si sentì presa da questo uomo dai tratti slavi e dal talento sicuro che sapeva muoversi abilmente in ogni zona della vita. In ogni angolo della società. Ne nacque un rapporto singolare, con la SItwell in perenne affanno, pronta a tutto, anche a condividerlo prima con il giovane Allen Tanner, poi con Charles Henri Ford.

Avvolta nei suoi turbanti, seguita dallo scintillio dei suoi innumerevoli gioielli (ora al Victoria and Albert Museum), la poetessa lasciò l’Inghilterra, trasferendosi quasi stabilmente a Parigi pur di stare accanto a Tchelitchew. Lui la dipinse, ne fece la propria musa e disegnò per lei abiti teatralissimi, ma la guerra li divise più o meno definitivamente. Ritiratasi a vivere a Renishaw, la sontuosa residenza di famiglia, Edith Sitwell compose a lume di candela (la casa non aveva impianto elettrico) forse il suo componimento più celebre "Still falls the rain" musicata poi da Britten.

Il destino non aveva però giocato ancora tutte le sue carte. I due si rividero a New York anni dopo, a guerra finita. Questa volta Tchelitchew l’accusò durante una cena di circondarsi di persone sbagliate e di essersi venduta. Lo shock fu grande ed il rapporto ne uscì inevitabilmente minato. Tuttavia poco prima di morire la Sitwell tornò a parlare di lui, definendolo (la fiamma non si era mai del tutto spenta) uno degli esseri umani più generosi che avesse mai incontrato.

Nella foto la Sitwell posa accanto ad uno de ritratti di Pavel Tchelitchew.

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