Un altro gruppo vuole curare i gay in Italia

Ci sono persone che non accettano l'esistenza delle persone omosessuali; che non solo vogliono negare a lesbiche e gay i diritti civili cui hanno diritti, ma vorrebbero cancellare l'omosessualità (illusi!) dalla faccia della Terra. E per farlo si appoggiano e credono, in modo fideistico, su teorie pseudo-scientifiche sulla "conversione" o "riparazione" delle persone omosessuali. È curioso, poi, che questi gruppi si occupino sempre di gay, con l'obiettivo di farli diventare ex gay e trascurino del tutto le lesbiche. Ma del resto, è facile capire il perché: l'omosessualità va curata quando mette in discussione la virilità e il principio maschile, mentre questi gruppi non sono interessati alla sessualità delle donne.

A Milano è saltata fuori una nuova associazione, con un sito Internet, Agapo, che si definisce Associazione genitori e amici di persone omosessuali e propaganda valori come Amore Fratellanza Tolleranza. Parole rivestite di miele, ma che nascondono l'ostilità alimentata dall'omofobia e il desiderio di combattere i gay e affidarli a "terapeuti" di fiducia.

Basta leggere con un po' di attenzione e si trovano frasi come questa:

AGAPO è un’organizzazione di volontariato che fornisce, in una dimensione di auto-mutuo-aiuto, supporto alle famiglie e agli amici con una persona cara interessata dal problema dell’attrazione verso lo stesso sesso (SSA – Same Sex Attraction);

AGAPO intende promuovere la consapevolezza nella società rispetto alle problematiche intrinseche all’omosessualità, anche al di là di ciò che è attribuibile all’omofobia; su questa base l’Associazione ritiene importante che venga riconosciuta la frequente sofferenza delle persone con SSA e dei loro familiari, senza che questa venga negata e nascosta dietro una generale banalizzazione dell’omosessualità.

Capito? Il "problema dell'attrazione verso lo stesso sesso"! Che begli amici, questi qui. Con amici del genere non abbiamo più bisogno di nemici. La "frequente sofferenza delle persone con Ssa" (vedete come subito i gay vengono declassati a pazienti, affetti da una malattia dal nome inquietante, non come persone con un'identità e una gamma di affetti e relazioni) dipende proprio dall'omofobia e dall'ostilità di una parte della società e in particolare di questi gruppi che pretendono di "riconvertire" i gay e, in definitiva, di curarli.

Basta leggere i link consigliati e scoprire vecchie conoscenze come il Narth, il Progetto Chaire e i Living Waters, tutte iniziative - di stampo religioso - che puntano a riprogrammare i gay e trasformarli in eterosessuali (infelici). Peccato che l'Organizzazione mondiale della sanità abbia stabilito che l'omosessualità non è una malattia; e se non è una malattia non deve essere curata.

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