Congresso Mondiale delle Famiglie a Verona: proteste e petizioni contro l'evento. Ecco di cosa si tratta

congresso mondiale delle famiglie a Verona

Dal 29 al 31 marzo prossimi la città di Verona ospiterà la tredicesima edizione del Congresso Mondiale delle Famiglie, un evento organizzato dalla International Organization for the Family (IOF) ora guidata da Brian S. Brown che punta a riunire attivisti da tutto il Mondo, leader politici e religiosi con un solo obiettivo comune: difendere la famiglia naturale, quella che i cattolici e non solo ritengono formata da un uomo e una donna in grado di procreare.

All'evento parteciperanno decine di relatori, ad oggi sono 69 i confermati, tutti con posizioni ben note: ci saranno anti-abortisti, estremisti religiosi, anti-divorzisti, anti-femministi e anti-LGBT+ pronti a discutere nel corso di tre giorni su come "affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società".

Il Congresso si svolgerà col patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Verona e del Ministero della Famiglia e tra i co-organizzatori figurano il Comune di Verona, l'associazione Pro-Vita e il Comitato Difendiamo i Nostri Figli.

Lo slogan non lascia spazio ad interpretazioni: "Il Vento del Cambiamento. L’Europa e il Movimento Globale Pro-Family" e anche il programma è decisamente chiaro. Tra i temi che saranno affrontati ci sono la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, la donna nella storia, la tutela giuridica della vita e della famiglia e anche le politiche aziendali per la famiglia e la natalità.

I partecipanti al Congresso

Se questo non vi ha già messo un po' in allarme, l'elenco dei relatori include il vicepremier e Ministro dell'Interno Matteo Salvini, il Ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana, il Governatore della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Federico Sboarina, tutte persone le cui posizioni sui diritti LGBT+ sono ben note. Ma la lista è davvero lunga e basta fare una breve ricerca di queste figure per capire quanto questo raduno di tre giorni rappresenti un pericolo per decenni di lotte per i diritti delle donne e delle persone LGBT+.


  • Silvana De Mari, medico e scrittrice: "L’atto sessuale tra due persone dello stesso sesso è una forma di violenza fisica usata anche come pratica di iniziazione al satanismo".
  • L'arciprete Dmitri Smirnov, Presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità e membro del Consiglio supremo della Chiesa ortodossa russa: "Ci siamo separati da loro (con riferimento agli omosessuali) come dalla peste, perché è contagiosa".
  • Igor Dodon, Presidente della Moldavia: “Non ho mai promesso di essere il presidente degli omosessuali, avrebbero dovuto eleggere il loro presidente”.
  • Ignacio Arsuaga, Presidente di CitizenGO: "Vogliamo una Spagna senza aborti. Vogliamo una legge che protegga la vita di tutti gli esseri umani, senza eccezione. Naturalmente, lavoreremo tutto il tempo necessario per raggiungere questo obiettivo".
  • Allan Carlson, Autore e co-fondatore dell’Howard Center: "Le deviazioni dal comportamento sessuale naturale non possono davvero soddisfare lo spirito umano".
  • Francesco Agnoli, Docente e autore: “Se il rapporto uomo-donna non ritorna su binari tradizionali, al di là della propaganda mediatica, avremo sempre un problema concreto”.
  • Alfredo Mantovano, vicepresidente Centro Studi Rosario Livatino: “Il costo umano della 194 corrisponde a non meno di 6 milioni di esseri umani soppressi ‘legalmente’ prima di nascere negli ultimi 40 anni. [...] il contributo più pesante al depauperamento demografico dell’Italia è venuto proprio dalla legislazione abortista, affiancata dall’assenza di serie politiche pro life”.
  • Željka Markić, Fondatrice e Presidente del movimento croato "Per conto della famiglia": "Preferirei dare mio figlio all'orfanotrofio, piuttosto che in adozione a una coppia dello stesso sesso".

Gli organizzatori del Congresso

Lo stesso presidente dell'IOF, Brian S. Brown, padre di 9 figli, nella sua biografia vanta un ruolo della campagna per la Proposition 8 in California, il referendum con cui nel 2008 si chiedeva l'abolizione del diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso.

L'altro organizzatore dell'evento, Massimo Gandolfini, decano del Consiglio Direttivo del WCF XIII Verona, è il portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli e Presidente del Family Day. Antonio Brandi, presidente del WCF XIII di Verona, è il fondatore dell'associazione Pro Vita, onlus dichiaratamente anti-abortista.

Le proteste in programma contro il WCF XIII

Le posizioni di questi organizzatori e dei relatori sulle tematiche LGBT, sull'aborto e sui diritti delle donne sono ben note e in queste ore, mentre stanno montando sempre di più le polemiche sull'evento che gli stessi promotori hanno definito "odiato dalle femministe di tutto il mondo, temuto dalle élite e messo all’indice dai radical chic", dai profili ufficiali del WCF XIII stanno partendo attacchi alle critiche più dure al grido di fake news: le critiche, insomma, sarebbero delle notizie false diffuse dal Partito Democratico,dai radical chic e dai bulli LGBTI* che non sembrano capire quanto agli organizzatori e ai partecipanti stia a cuore "la bellezza della famiglia".

Lo scorso 7 febbraio Emma Bonino e Riccardo Magi hanno presentato un’interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere spiegazioni sul patrocinio istituzionale al WCF e sono sempre di più gli eventi in programma in quei tre giorni a Verona per contrastare il Congresso ufficiale, a cominciare da quelli organizzati dall'associazione Non una di meno, che prevedono tre giorni di proteste, dibattiti, assemblee e spettacoli che si svolgeranno proprio a Verona.

Le associazioni LGBTQ+, invece, stanno raccogliendo delle firme per chiedere al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Presidente del Veneto Luca Zaia e al Presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto di togliere subito il patrocinio all'evento:

Uno dei più potenti gruppi contro l'autonomia riproduttiva delle donne e i diritti delle persone LGBT+ del mondo si sta preparando per il suo incontro annuale in Italia. Ma non finisce qui! Hanno anche ricevuto il patrocinio del Ministero della Famiglia e della Disabilità, della Regione Veneto e della Provincia di Verona.

Non possiamo lasciare che ciò accada. Unisciti a noi e chiedi al governo italiano, alla Regione Veneto e alla Provincia di Verona di ritirare il loro patrocinio al Congresso mondiale delle famiglie.

Potete partecipare alla raccolta firme cliccando qui.

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