Pd e diritti gay. Intervista a Enrico Fusco

Enrico Fusco, responsabile dei diritti della delegazione pugliese del Pd, già presidente regionale Arcigay

Nel corso della concitata assemblea del Partito Democratico di sabato scorso, in cui abbiamo visto “scontri, divisione, caos, bagarre” per usare i titoli dei giornali, si è creato uno iato tra PD e diritti gay. Uno degli interventi più apprezzati e più sentiti è stato quello di Enrico Fusco, avvocato barese e responsabile dei diritti della delegazione pugliese del Pd, già presidente regionale Arcigay.

Enrico Fusco senza mezzi termini ha detto la sua attaccando il documento sui diritti civili a firma Rosy Bindi e nel quale si evita di usare la parola (e il contenuto, naturalmente) “matrimoni gay”. E ha restituito la tessera del partito a Bersani.

Queerblog ha rivolto alcune domande a Enrico Fusco in merito all'accaduto e chiedendogli anche perché un gay o una lesbica italiana dovrebbe votare Partito Democratico. Ecco cosa ci ha detto Fusco.

In poche parole, ci potresti dire cos'è successo nell'Assemblea del PD?
Bindi non ha tenuto fede ai patti: eravamo d’accordo che il nostro documento sarebbe stato portato all’assemblea come contributo migliorativo ed esplicativo del testo; in aula, Bindi ha fatto il colpo di mano, presentando il nostro documento come “un contributo di cui terremo conto nella prossima Direzione Nazionale”. Il nostro documento parla di Civil Partnership, riscrittura della legge 40, difesa della 194 e scelta vera nel “fine vita”; quello di Bindi è fumoso e, al solito, si presta a diverse interpretazioni.

Il documento approvato a maggioranza dall'Assemblea sui diritti civili e le unioni omosessuali è “antico, arcaico, lesivo della dignità delle persone”, come tu stesso l'hai definito. Come migliorarlo?
L’ho detto prima, ma abbiamo scoperto il solito gioco di Bindi e lei ha fatto la furba.

A proposito, ecco cosa ha detto Enrico Fusco a Pubblico:

Il documento è ricco di parole altisonanti che però, di fatto, non riconoscono la stessa dignità sociale e giuridica alle coppie omosessuali. Le menti che hanno redatto il documento in questione sono le stesse che hanno elaborato i Dico e infatti anche qui si riconoscono i diritti individuali della coppia, non la coppia. Voglio ricordare che la Corte di Costituzionale ha stabilito che gli omosessuali hanno il diritto alla vita familiare, attraverso un trattamento omogeneo rispetto ai matrimoni.

Perché nel PD si ha così paura della parola “matrimonio gay”?
Anche nel nord Europa di matrimonio gay non si poteva parlare e hanno inventato la Civil Partnership, istituto paramatrimoniale che parifica le coppie gay a quelle etero. Noi siamo in ritardo, ma ce la faremo!

Approfittando della situazione, Beppe Grillo si è detto favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso: una mossa per rubare voti al PD?
Una mossa per attrarre il voto gay.

Le lettrici e i lettori di Queerblog non sono affatto contenti di come il PD sta gestendo la questione “diritti lgbt”: perché secondo te oggi un gay o una lesbica italiana dovrebbe votare Partito Democratico?
Se il PD, che è il partito di maggioranza relativa in Italia, non fa propria la causa dei diritti civili senza paure e senza infingimenti, questo paese resterà un paese a libertà limitata. Bersani è uomo intelligente e credibile; saprà cosa fare per ridimensionare l’arroganza di questa donna, che parla a titolo personale, non rappresentando che pochi iscritti nel PD.

Foto | Profilo Facebook di Enrico Fusco

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