Cristina di Svezia, regina lesbica

Sul grande schermo Cristina di Svezia (1626-1689) fu interpretata con grande successo da Greta Garbo. Vestita spesso in abiti maschili, la grande attrice non uscì dalle convenzioni imposte dalla censura di allora ed il suo cuore di giovane regina batté per tutta la durata del film per un aitante giovane con le seducenti sembianze di John Guilbert.

In realtà il grande amore della sovrana svedese fu Ebba Sparre, una dama del suo seguito, a cui durante gli anni dell’esilio Cristina scrisse lunghe, appassionate lettere d’amore (lettere che oggi fugano ogni dubbio sulla natura della loro relazione). Precoce e intelligentissima, a sedici anni la giovane regina sapeva già tener testa ai suoi consiglieri, ma un’innata avversione per il matrimonio ed una crisi mistica che la portò verso il Cattolicesimo (allora proibito in Svezia), segnarono il destino di Cristina che decise di abdicare in favore del cugino Gustav.

Assunto il titolo di Conte Dohna e tagliatasi i capelli, l’ex sovrana iniziò a viaggiare liberamente per l’Europa (dove, si dice, sedusse molte donne), arrivando poi a Roma che divenne, quasi inevitabilmente, la sua città d’adozione. Accolta festosamente dal Papa, Christina di Svezia fondò nella città eterna l’Accademia reale (oggi nota come Accademia dell’Arcadia) e trasformò la sua casa (era una donna di vasta cultura) in un importante salotto letterario.

  • shares
  • Mail