Vestivamo gayamente alla marinara

Milano non ha il coraggio di levare il velo su "Arte e omosessualità", Londra invece celebra in una mostra uno stile di abbigliamento, quello marinaro, che conquistò la regina Vittoria e adesso è diventato una vera e propria icona gay.

Tutto merito di artisti come Coco Chanel e soprattutto Jean Paul Gaultier, che ha fatto del marinaio - Genet docet - il simbolo di una virilità estremamente ambigua e ammiccante. Basti pensare alla pubblicità patinatissima del profumo JPG Le Male.

Ma andiamo alla mostra che si intitola Sailor Chic ed è stata allestita al Museo Marittimo Nazionale, che ha meritato persino una recensione di Suzy Menkes sull'International Herald Tribune.

Dal 25 luglio al 2 dicembre si può ammirare la mostra divisa in alcune sezione dai titoli inequivocabili, come Subversion & rebellion e Gender & sexuality. Evidentemente gli inglesi non si imbarazzano (più) di fronte alla sessualità. Loro sono diventati un po' italiani e noi un po' più puritani.

Che il marinaio fosse entrato ormai senza dubbi nell'immaginario gay ce lo avevano già raccontato Jean Genet e Fassbinder (Querelle de Brest) e la storia di una città di mare come San Francisco. Ma lo sapevano anche le canzonette, da "Come fanno i marinai" a "In the Navy".
Ah, il fascino della divisa.

  • shares
  • Mail