I Paesi in cui l’omosessualità è ancora illegale nel 2016: Malesia

La Malesia, una delle mete turistiche più ambite nel Sud-Est Asiatico, figura ancora nei Paesi in cui l’omosessualità è considerata illegale, come lo è di fatto qualsiasi rapporto sessuale non vaginale - sì, anche i rapporti orali sono considerati “atti innaturali” - e sulla carta sono previste pene che possono arrivare anche a 20 anni di carcere.

Molte cose sono cambiate nel corso degli anni e se è vero che le condanne legate all’omosessualità non sono più così frequenti, è altrettanto vero che la Malesia non ha mai manifestato l’intenzione di fare dei passi avanti sul fronte dei diritti LGBT.

La criminalizzazione dell’omosessualità è ben illustrata dal Codice Penale della Malesia, consultabile a questo indirizzo nella sua versione aggiornata al 1 gennaio 2015. I reati che riguardano la comunità LGBT sono elencati nella sezione dedicata ai “reati innaturali”, la stessa sezione che include, tra le altre cose, i rapporti sessuali con gli animali e i rapporti sessuali con oggetti, oltre agli abusi su minori.

Vediamo insieme gli articoli che ci riguardano:


    Rapporti sessuali contro l’ordine della natura
    377A. Ogni persona che ha un rapporto sessuale con un’altra persona attraverso l’introduzione del pene nell’ano o nella bocca dell’altra persona commette un rapporto carnale contro l’ordine della natura.
    Precisazione - La penetrazione è sufficiente a rappresentare la connessione sessuale necessaria al reato descritto in questa sezione.

    Pene per aver compiuto rapporti sessuali contro l’ordine della natura
    377B. Chiunque commetta volontariamente un rapporto carnale contro l’ordine della natura dovrà essere punito col carcere per un periodo che può arrivare fino a 20 anni e potrà anche essere soggetto a frustate.

    Offesa alla decenza
    377D. Un individuo che, in pubblico o in privato, commette o favorisce un qualsiasi atto osceno con un’altra persona potrà essere punito col carcere per un tempo che potrà arrivare a 2 anni.

A questo, previsto dal Codice Penale della Malesia, si aggiungono anche le leggi della Sharia, adottate da diversi Stati del Paese, a cominciare da quello di Penang, a nord-ovest della Malesia Occidentale.

In linea di massima, però, fare un viaggio in Malesia non rappresenta un problema per i turisti occidentali LGBT, anche se è raccomandato prestare un minimo di attenzione ed evitare le effusioni in pubblico. Il nostro Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nella pagina dedicata alla Malesia, si limita a riportare quanto segue nelle avvertenze:

L’omosessualità è considerata reato, anche se, di fatto, non perseguito nella maggior parte degli Stati che costituiscono la Malaysia (una maggiore severità si riscontra in quelli più tradizionalisti come il Kelantan). In ogni caso, trattandosi di un Paese la cui religione predominante è l'Islam, è necessario ed opportuno adottare sempre un atteggiamento rispettoso delle norme e dei costumi locali, evitando comportamenti che possano risultare offensivi o irrispettosi.

Hindu devotees make their way towards the Batu Caves to perform their religious rites before sunrise during the Thaipusam Festival on the outskirts of Kuala Lumpur on February 7, 2012. The Hindu festival of Thaipusam, which commemorates the day when Goddess Pavarthi gave her son Lord Muruga an invincible lance with which he destroyed evil demons, is celebrated by some two million ethnic Indians in Malaysia and Singapore.    AFP PHOTO / Saeed KHAN (Photo credit should read SAEED KHAN/AFP/Getty Images)

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