Mississippi, i dipendenti comunali saranno obbligati a rilasciare le licenze per i matrimoni gay

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Storica sentenza di un giudice federale contro l’omofobia che sempre più spesso viene celata nelle convinzioni religiose in diversi Stati degli USA, a cominciare dal Mississippi, a cui si riferisce questa decisione: i dipendenti comunali non potranno più rifiutarsi di rilasciare le licenze necessarie per la celebrazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, indipendentemente dalla propria fede religiosa.

Non ci saranno più scuse insomma, nonostante quella famigerata legge statale fatta passare pochi mesi fa proprio per tutelare quegli impiegati che, alzano la bandiera della propria religione, si rifiutavano di fornire quel pezzo di carta per permettere i matrimoni LGBT, convinti che quello fosse un loro diritto sancito dalla Costituzione.

La famigerata legge 1523 che tante proteste aveva scatenato, insomma, è stata finalmente messa in discussione dalla sentenza di un giudice federale, Carlton Reeves, che impone a tutti i dipendenti pubblici di fornire lo stesso identico trattamento a tutte le coppie, eterosessuali o omosessuali che siano.

Questo è senza dubbio un primo passo, ma sono ancora due i punti da affrontare per mettere definitivamente in discussione quella legge omofoba. Il giudice sarà chiamato a esprimersi in altre due cause intentate da altrettante persone intenzionate a far finire la legge 1523 nell’oblio. Una di queste riguarda le politiche legate all’utilizzo nei bagni delle strutture pubbliche da parte dei transgender.

Il repubblicano Tate Reeves, vicegovernatore del Mississippi, ha già tuonato contro la sentenza:

Se questa opinione del tribunale federale nega anche soltanto a un cittadino del Mississippi il suo diritto fondamentale di praticare la propria religione, allora a tutti i cittadini del Mississippi vengono negati i diritti fondamentali sanciti dal Primo Emendamento.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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