Genova, 20enne fa coming out e viene aggredito dal padre

Il 20enne sarebbe stato aggredito dal genitore subito dopo avergli confessato la propria omosessualità.

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É il Secolo XIX, oggi, a dare conto di un violento episodio di omofobia in famiglia legato al coming out di un ragazzo di 20 anni, che dopo anni ha trovato finalmente il coraggio di confessare al padre la propria omosessualità.

Tutto è iniziato, secondo quanto riferisce il quotidiano - che prima parla di “la scorsa sera” e poi di “la settimana scorsa”, non abbiamo modo di verificare, e confonde ancora coming out e outing - quando il giovane è tornato a casa dopo una serata con gli amici e, forse dopo aver bevuto qualche bicchiere per trovare il coraggio - fa coming out col genitore, un 50enne vedono da qualche anno.

L’uomo, davanti al figlio pronto a condividere quell’aspetto finora taciuto del proprio essere, in tutta risposta avrebbe aggredito il giovane picchiandolo al volto, al punto da spingere il 20enne a chiedere l’intervento dei carabinieri:

Si avvicina e gli dichiara la sua omosessualità. Nell’abitazione del ponente genovese scoppia il caos. Il padre grida - la madre è deceduta qualche anno fa - si avvicina minaccioso. Francesco risponde, si difende e viene aggredito. Ceffoni, spinte, insulti. Il giovane ha paura, teme che la situazione possa degenerare. E così con il telefono cellulare chiede aiuto ai carabinieri. Compone il 112 e attende l’arrivo delle pattuglie. Sul posto viene inviata una ambulanza della Genova Soccorso per prestare le prime cure al ragazzo. Alla vista di medici e militari il padre, prima tenta di aggredire nuovamente il figlio.

Ai militari giunti sul posto, sempre secondo quanto si legge sul quotidiano, il 50enne avrebbe tentato di motivare quell’atto di violenza:

Per mantenere mio figlio, ho fatto sacrifici immensi. Non posso accettare una cosa del genere. […] Non lavora, non fa niente tutto il giorno. E ora mi viene a dire che è gay.

Il 20enne è stato medicato e anche il genitore è stato brevemente ricoverato all’ospedale Villa Scassi in seguito a un malore.

Il duro commento di Arcigay non si è fatto attendere, firmato dal Gruppo Giovani Arcigay Genova:

Un nostro coetaneo, uno studente, è stato aggredito dal padre proprio nel momento in cui ha trovato il coraggio di fare il suo coming out, proprio quando, dopo il proprio percorso personale, ha raggiunto la consapevolezza e la forza necessari a confidarsi. Il coming out è un momento importantissimo e di grande forza; nella nostra esperienza è un gesto d'amore nei confronti di chi pensiamo meriti di sapere tutto di noi. […] Tanti si trovano a dover scegliere come vivere la propria omosessualità e la propria identità: qualcuno la tiene nascosta, altri la vivono libera e visibile. Ormai da qualche anno una parte del Gruppo organizza incontri formativi negli istituti superiori di Genova e della Liguria proprio per venire incontro a quei ragazzi che sono o che potrebbero essere in difficoltà. Vorremmo far sapere al ragazzo aggredito che noi ci saremo anche per lui; per noi Arcigay è stato il laboratorio importante per la costruzione di una società e cultura migliori a partire da noi stessi.

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