Unioni Civili, Carlo Giovanardi in aula: “Tutti si recheranno all'estero per avere un bambino perfetto”

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Tra i tanti senatori che hanno preso la parola questa mattina all’avvio della discussione in Senato del DDL Cirinnà sulle unioni civili c’è stato anche Carlo Giovanardi, passato lo scorso anno ai Popolari per l'Italia dopo aver aderito al PDL prima e al Nuovo Centrodestra dopo.

Giovanardi, che non ha certo bisogno di presentazioni in queste pagine, ha preso la parola due volte, ma è stato il suo secondo intervento a far rizzare i capelli a chiunque, fatta eccezione forse per quelli del suo partito. Nel difendere a spada tratta la famiglia tradizionale, il senatore ha dichiarato:

Poiché parliamo di Costituzione, vogliamo un attimo vedere che cosa accadrebbe - mi riferisco al collega senatore Compagna, che ha parlato del codice civile - dell'articolo 3 della Costituzione? L'articolo 3 della Costituzione dice che siamo tutti uguali. Se passasse il disegno di legge Cirinnà avremmo un regime del matrimonio ex articolo 29 solo per un uomo e una donna che si sposano, cioè per la società naturale fondata sul matrimonio prevista dalla Costituzione vigente. Poi avremmo le unioni civili esclusivamente tra uomo e uomo e donna e donna. Le unioni civili, infatti, sono rigorosamente per gli omosessuali.

E, ancora:

Tra le altre cose, mentre il matrimonio è nullo se non è consumato, non si riesce a capire bene chi vada a stabilire che tipo di rapporto c'è tra coloro che stipulano le unioni civili. Per esempio immagino tutte le truffe che avverrebbero da parte di chi potrebbe stipulare una unione civile di comodo magari per avere la cittadinanza o i benefici che ne derivano. Poi avremmo un terzo livello del codice civile che sarebbe rappresentato dalle coppie eterosessuali per le quali la seconda parte della cosiddetta legge Cirinnà prevede una specifica convenzione. Per esempio, se due uomini stipulano una unione civile hanno diritto alla reversibilità della pensione, ad agevolazioni sulle case popolari e a trasferimenti per il posto di lavoro mentre un uomo e una donna che hanno due figli e che stipulano una convenzione ex Cirinnà non hanno diritto alla reversibilità. Quindi a due uomini sì mentre un uomo e una donna che, come con i Dico, stipulano una convenzione ex Cirinnà non hanno invece la reversibilità della pensione, anche se hanno dei figli.

Dopo aver proseguito elencando quelli che secondo lui sarebbero gli altri livelli - quello relativo a tutte le coppie di fatto (uomo-uomo, donna-donna, uomo-donna), le convivenze di solidarietà e i single - la situazione è precipitata quando si è passato a parlare dei DICO:

Fino a tre anni fa, ho partecipato a decine di trasmissioni televisive relativamente alla questione dei Dico. C'erano sempre coppie uomo-donna non sposate che lamentavano la mancanza di tutele. Fino a tre anni fa non c'era mai una coppia uomo-uomo, donna-donna perché il problema dei DICO era esclusivamente quello di dare tutele alle coppie eterosessuali non sposate. Improvvisamente si è capovolta la situazione e oggi le unioni civili sono esclusivamente tra uomo e uomo e donna e donna e quello che era il problema principale fino a tre anni fa è stato degradato al terzo livello di protezione. Sempre meglio del quarto, quinto e sesto livello ma il codice civile viene fatto a fette. Ma come viene fatto a fette?

Il fondo, però, è stato toccato quando il senatore Giovanardi si è avventurato di stepchild adoption e di cosa succederà, secondo lui, con quanto previsto dal DDL Cirinnà. Tenetevi forte:

In Commissione non siamo mai arrivati a trattare l'articolo 5, in tema di adozione e figliastri, in quanto se ciò fosse stato possibile avremmo fatto alcune osservazioni. Voi andate in televisione a dire che chi ha commissionato il feto all'estero (cioè il padre che è andato a comprare l'ovocita da una donna e poi l'ha inserito in una donna del terzo mondo) si è poi preso il bambino e vi chiedete cosa fa il bambino, che ormai è in Italia, se il padre muore. Secondo la nostra legge, il magistrato ne consente l'adozione da parte del partner, che non è né padre, né madre, se c'è un rapporto affettivo consolidato.
Quindi, la normativa italiana prevede già tale fattispecie. Il cosiddetto disegno di legge Cirinnà rende invece automatico il meccanismo, con la conseguenza che tutti si recheranno all'estero per avere un bambino perfetto. Addio alle adozioni: ricordo che, ad oggi, le coppie regolarmente sposate in Italia che chiedono di adottare un bambino sono 10.000 e che i bambini adottabili sono 1.000 l'anno.
Quindi ogni anno ci sono 10.000 coppie regolarmente sposate, che sono state autorizzate dai tribunali, che hanno superato il vaglio dei servizi sociali, che si mettono in fila e, di queste, 1.000 riescono ad adottare un bambino e per le altre 9.000 non ci sono bambini da adottare: rimangono in fila. All'estero accade lo stesso: 3.600 domande, accolte 1.800, perché i bambini adottabili sono pochi. (Richiami del Presidente).
Termino. In questa situazione noi, naturalmente, dobbiamo andare a prendere i bambini, che sono quelli che danno, non è che uno li possa scegliere (magari hanno problemi o malattie); immaginate che succederà ai bambini con problemi e malattie se passa l'idea che, invece, pagando 100.000 euro si può andare all'estero e portarsi a casa il bambino selezionato eugeneticamente. E, come dicono i contratti, se la gestazione va male, la fanno abortire perché il bambino lo vogliono perfetto.

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