Jacob de Haan, lo scrittore gay precursore di Amnesty International

Scrittore impegnato su più fronti, Jacob de Haan venne ucciso a Gerusalemme nel 1924 per le sue idee politiche.

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Nato in una famiglia ebrea olandese, Jacob de Haan ebbe sempre il coraggio delle proprie idee. Pijpelijntjes, il suo romanzo autobiografico in cui apertamente raccontava della sua vita di omosessuale ad Amsterdam, suscitò nel 1904 così tanto scalpore da fargli perdere dalla sera al mattino il suo posto di insegnante. Non solo ma il giovane scrittore si trovò anche escluso dai circoli politici che un tempo frequentava con assiduità.

Tuttavia de Haan non si perse certo d’animo, divenne anzi uno dei precursori di Amnesty International, visitando in Russia prigionieri e carcerati. Le sue passioni politiche lo portarono poi a trasferirsi a Gerusalemme, dove le sue prese di posizione, che miravano ad una collaborazione ed integrazione con il mondo arabo, crearono forti tensioni con i sionisti e fu proprio un esponente del movimento che lo assassinò il 30 giugno del ’24.

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