Unioni civili, Zanda: “I diritti civili sono una grande priorità per il Pd”

"Oggi le coppie omosessuali non godono degli stessi diritti di quelle etero. Questa disparità va sanata", parola di Luigi Zanda.

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Luigi Zanda, capogruppo dem al Senato, affronta nuovamente la questione delle Unioni Civili, che inizieranno ad essere discusse in Senato il 26 gennaio prossimo, in un’intervista a Repubblica in cui illustra chiaramente i dubbi del Partito Democratico alla luce del vertice di ieri mattina a Palazzo Chigi tra il premier Matteo Renzi, il ministro Maria Elena Boschi e il capogruppo del Pd Ettore Rosato.

La stepchild adoption resta il punto più discusso, quello che non riesce proprio a mettere d’accordo i sostenitori del DDL Cirinnà con l’opposizione e la parte più cattolica e di destra dell’opposizione. La giornalista Giovanna Casadio inizia l’intervista ipotizzando la ricerca di una terza via da parte del PD:

Il Pd sa che questo è un provvedimento delicatissimo che deve eliminare la disparità di trattamento tra persone di diverso orientamento sessuale. Oggi le coppie omosessuali non godono degli stessi diritti di quelle etero. Questa disparità va sanata. Il provvedimento tocca necessariamente una questione ancora più delicata e cioè la tutela dei bambini. Che per il figlio del partner possa essere prevista l'adozione è largamente condiviso. Il problema è l'utero in affitto, che però è una pratica già vietata dalla legge italiana.

A proposito della ricerca di un compromesso, Zanda spiega:

Si esprimerà l'assemblea dei senatori del Pd. Comunque le ipotesi migliorative sono sempre positive, ma dicono no ad arretramenti o a soluzioni confuse.

ma precisa anche che, nonostante le unioni civili siano una priorità, non c’è il rischio di rompere la coalizione di governo. La votazione sarà segreta:

I diritti civili sono una grande priorità per il Pd. Le unioni civili, ma anche lo ius soli e il fine vita. Quindi va fatta una distinzione. L'unica maggioranza politica è quella tra i gruppi che votano la fiducia al governo. Per quelle norme che prevedono la libertà di coscienza e persino il voto segreto bisogna cercare di tutelare la maggioranza, però può accadere che vi siano voti in dissenso. In tutti i gruppi al Senato sono presenti opinioni diverse sulle unioni civili e le adozioni.

La discussione è ormai davvero ad un passo e i giorni che ci separano dal 26 gennaio saranno molto caldi, per non parlare di quello che succederà a discussione iniziata, tra manifestazioni e trattative che potrebbero far slittare sensibilmente questo passo in avanti che l’Italia aspetta ormai da troppo tempo.

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