Melita Cavallo a Repubblica: “Vi spiego perché i gay possono adottare”

L'ex presidente del Tribunale per i minori di Roma Melita Cavallo si racconta in un'intervista a Repubblica e parla anche di adozione da parte di coppie omosessuali.

Melita Cavallo, giudice e presidente del Tribunale per i minori di Roma, in pensione dal 1 gennaio scorso, ha raccontato al quotidiano La Repubblica, in una lunga intervista che potete leggere integralmente a questo indirizzo, della sua lunghissima esperienza nella difesa dell’infanzia tra i tribunali di Roma, Milano e Napoli. Con 40 anni di carriera alle spalle e migliaia di casi di cui si è occupata, Cavallo ha molto da insegnare ai tanti bigotti e cattolici che stanno smuovendo mari e monti per bloccare l’arrivo delle stepchild adoption in Italia.

La giornalista Maria Novella De Luca apre così l’intervista:

Verrà ricordata come il giudice delle coppie gay…
Un errore, sono un giudice e basta. E così come ho ritenuto, in sei sentenze, che per quel figlio fosse giusto essere adottato dalla compagna della madre, così ho curato le adozioni di centinaia di bambini nelle coppie eterosessuali

Cavallo spiega che le norme esistono già e cita l’articolo 44 della legge 184 del 1983, che recita:

1. I minori possono essere adottati anche quando non ricorrono le condizioni di cui al comma 1 dell'articolo 7:
a) da persone unite al minore da vincolo di parentela fino al sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo, ((anche maturato nell'ambito di un prolungato periodo di affidamento,)) quando il minore sia orfano di padre e di madre;
b) dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell'altro coniuge;
c) quando il minore si trovi nelle condizioni indicate dall'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e sia orfano di padre e di madre;
d) quando vi sia la constatata impossibilita' di affidamento preadottivo.
2. L'adozione, nei casi indicati nel comma 1, e' consentita anche in presenza di figli.
3. Nei casi di cui alle lettere a), c), e d) del comma 1 l'adozione è consentita, oltre che ai coniugi, anche a chi non e' coniugato. Se l'adottante è persona coniugata e non separata, l'adozione può essere tuttavia disposta solo a seguito di richiesta da parte di entrambi i coniugi.
4. Nei casi di cui alle lettere a) e d) del comma 1 l'età dell'adottante deve superare di almeno diciotto anni quella di coloro che egli intende adottare.

L’intervista prosegue con l’apertura di Cavallo anche all’adozione da parte di persone dello stesso stesso:

Se fosse giusto per i figli, perché no? Sono i legami affettivi che contano. A una coppia di donne l'adozione l'ho negata. Era evidente che il bambino non riconosceva la partner della madre come madre anch'essa. Ma ormai se ne occuperanno i miei colleghi…

E mentre la politica italiana continua a girarsi i pollici e trovare punti di mediazione per mettere d’accordo l’opposizione e l’area più cattolica della maggioranza, scalda il cuore sentire che c’è chi, da anni, si batte per quello che è giusto, al di là di leggi ad hoc che in altri Paesi occidentali sono in vigore ormai da anni.

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